Ciao,
L'immagine parla da sola ma merita in risposta, credo, fiumi di parole:
PREMESSA: la "salvaguardia", in ogni suo aspetto, è
FONDAMENTALE!!! Ma ... Siamo sicuri possa essere/sia questa la via?
La protezione dei rinoceronti (e del loro corno) è un problema che si è cercato di affrontare in molti modi: tutti, più o meno, con relativo successo. ll bracconaggio continua ed il numero degli esemplari presenti in natura continua a diminuire. Questo è un fatto!
Il taglio (col tempo ricresce) totale/parziale del corno ha creato, secondo gli addetti ai lavori, disturbi comportamentali ai soggetti che lo hanno subito. Oltre ad ulteriori problemi (l'uso del corno è fondamentale in alcuni comportamenti, ed interazioni, degli animali) legati alla menomazione subita. Il taglio, pur se per scopi protezionistici, come tale è vissuto è la necessita di, comunque, "fare forza" col muso porta/può portare a ferite ed abrasioni foriere di possibili infezioni delle parti scoperte. Insomma funzionale, forse, ma possibile fonte di complicazioni ...
L'installazione di un microchip è - generalmente - ritenuta meno invasiva (forse) ma ne richiede (non sono in grado di confermare/quantizzare la durata del periodo) la periodica sostituzione.
L'uso di un prodotto (come mi è stato riferito) che fa assumere al corno medesimo un marcato colore rosa ripropone le considerazioni di natura comportamentale come la possibile perdita del "rango" nella vita di relazione con i conspecifici: il "corno rosa" è vissuto da chi lo subisce e dagli altri come una menomazione?
Ho appreso di questa prassi durate una chiacchierata ad un "happening" serale (qui a Pretoria) e non sono in grado di andare in ulteriori dettagli ma ritengo possa presentare elementi di veridicità. Spero, prima a poi, di poter approfondire.
Ultimo ma non ultimo, veniamo al "nucleare". Si tratta, ancora una volta per quanto so, di una prassi sperimentale che, però, mi pone più di un quesito, e non li pone solo a me: