Laggiù nel Paese dei Ciclidi ...

Ciao,

BEH!!! ... Io sono a Roma sino al 21 Maggio. Se qualcuno dalle "remote provincie dell'impero":emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6 dovesse scendere a Roma mi farebbe piacere (salute permettendo) incontrarlo, anche perchè pure quest'anno - tanto per variare - dovrò saltare il convegno. arrabbiato 5arrabbiato 5arrabbiato 5,

Francesco
 
Ciao,

BOLLETTINO SANITARIO STRAORDINARIO, AGGIORNAMENTO:

Le analisi hanno sancito che non ho portato con me dal Sud-Africa Rickettsia africae e non segnalano alcunchè di altro di anomalo. La terapia "a preventivo" (ad evitare possibili complicazioni) verso l'infezione che pensavo di aver contratto sembra aver fatto (sette giorni di antibiotici a doppia dose giornaliera) il suo sporco lavoro.
Ma è stata quella che si definisce una ... ... ... "mazzata" :emoticon-arrabbiate .

Sto meglio e permane solo, sperando che passi in fretta, una stanchezza mortale ad ogni sforzo pur minimo.

Tutto bene dunque? Dipende da che parte guardi la vicenda: le analisi - e questo è fondamentale - non segnalano nulla, però ... però ho avuto febbre, brividi, stanchezza pesante, una brutta ulcerazione della pelle sul polpaccio destro ...

Adesso tutto sembra stare regredendo ma la domanda mi rimane ... COSA HO AVUTO?!?!?

Convalescenti saluti.
Francesco.

PS: nel giro di due settimane tornerò giù dove questo genere (quale che sia stato) di malanni sono più diffusi ed medici più abituati a "metterci mano" e quindi conto di interpellare un professionista locale, sperando sappia darmi una risposta ...
 
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Ciao

Sono, infine e dopo aver superato le varie “beghe di salute”, tornato a casa (almeno quella attuale :104:) e cosa c’è di meglio che ricominciare a curiosare l’ambiente.?

Prima di partire ho posizionato una cam-trap davanti ad una bottiglia (sospesa) di acqua zuccherata sperando che la differente “esca” attirasse differenti visitatori: così è stato, anche se speravo andasse meglio.

Scartabellando negli oltre 600 file raccolti durante la mia assenza ho selezionato queste immagini (purtroppo molte delle altre sono un po' scure a causa del cattivo tempo per altro abbastanza inusuala vista la stagione). Comunque - in video - abbiamo,
  1. Zosterops virens, localmente noto come “Cape white-eye” (il perché osservandolo non è difficile da capire). In Viet Nam viveva un suo simile: Zosterops japonicus (noto come Occhiolino giapponese)​
  2. Ploceus sp. (ovvero il tessitore che, vista la stagione, non sfoggia la brillantissima colorazione gialla tipica del periodo estivo/riproduttivo che gli è valsa il nome locale di Yellow waver). Per inciso questa (mia) interpretazione è da prendere … “con le molle”,​
  3. Nettarine (localmente Sunbird), molteplici esemplari appartenenti alla famiglia Nectariniidae. In merito alla loro, più precisa, identificazione non mi spingo oltre, la famiglia conta 16 generi e 152 specie!!! Mi limiti a segnalare come ricordino, in alcune movenze, i colibrì anche se colibrì NON sono.



Concludendo: oltre seicento file (foto/video), ore a scansionarli/sceglierli/montarli … per arrivare, alla fine, a due minuti di video!!!​

Quando la montagna partorisce un topolino … :emoticons-allegre-6.

Francesco
 
Grazie Francesco, finalmente ho visto dei nettarinidi vivi. Nel mio liceo abbiamo una collezione di esemplari imbalsamati di fine Ottocento, tutti etichettati come "Nettarinide, colibrì del Vecchio Mondo".
 
Ciao,

si tratta (dovrebbe trattarsi ... :104: ) del "black sunbird" (noto anche come Amethyst sunbird), ovvero Chalcomitra amethystina.

Nelle immagini, direi ovviamente, il maschio è nero scuro/nero, l'altro soggetto (con il torace più chiaro e picchiettato) è la femmina.

Purtoppo (e ce ne sono) quelli più colorati sono (almeno qui a SL) una rarità (più rara) dei "black" ...

Ornitologici saluti.
Francesco​
 
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Ciao,

Segnalo, piuttosto, questa interessante caratteristica fisiologica, riportata da alcune fonti (es.: wikipedia):

Le "speciazioni geografiche" mostrano variazioni nei loro tassi metabolici a riposo e nelle zone termicamente neutre in base all'acclimatamento del singolo "sottogruppo" alle diverse altitudini.

Quelli acclimatati a più alte quote avrebbero tassi metabolici più bassi e una zona termicamente neutra più ampia. Pertanto il sunbird può modificare la propria risposta fisiologia in base all'altitudine e alla temperatura per raggiungere un metabolismo e una regolazione della temperatura più adatta alll'ambiente in cui si muove.

Scientifici saluti.
Francesco​
 
Ciao,

Ho avuto modo di assistere ad una interessante conferenza tenuta dalla Dott.sa Sarah Vender (Fondatrice e Direttrice della Baobab Foundation) sullo stato in natura, e delle attività protezionistiche a favore della stessa, di Adansonia digitata (meglio conosciuta come Baobab).

Il Baobab è una pianta caratterizzata da una biologia particolare e lentissima, studi al “radio-carbonio” hanno dimostrato che alcuni esemplari sono in situ da prima della nascita di Cristo (età stimata, pertanto, in oltre 2000 anni).

Proprio questa “lentezza biologica” – che da una parte li rende assolutamente resilenti - li rende, dall’altra, fi fa vulnerabili: il lento tasso di crescita rende i semi appena germinati un ghiotto boccone per gli erbivori del posto per i quali un prezioso germoglio di Baobab o una “erbaccia” non fa differenza alcuna.

Per tale ragione le popolazioni locali (di etnia Venda) coinvolte nei progetti di salvaguardia (la collaborazione dei locali è fondamentale in simili attività, come ebbi modo di constatare in Costa d’Avorio collaborando alle attività volte alla salvaguardia, e reintroduzione in situ, di Mecistops cataphractus) usano, con pazienza, proteggere ogni singolo germoglio che venga identificato.

Parimenti, per le piante adulte (e non importa quanto adulte) esistono altre, precise, minacce tra cui vanno menzionati gli elefanti che nella loro ricerca di cibo (un elefante adulto mangia sino a Kg 250 di erba, germogli e piante varie al giorno) “piallano” tutto senza ritegno, Baobab inclusi. Usa dire che: “pancia vuota non sente ragioni”.

Anche in questo caso si interviene, utilizzando mezzi di contenzione di dimensioni opportune, con apposite recinzioni.

Per finire va ricordato che i ridotti tassi di germinazione dei semi, uniti alle difficoltà sopra dettagliate, fanno si che anche la semina/germinazione/crescita in ambiente controllato sia una delle attività che fanno parte del progetto anche se, probabilmente, che semina non avrà modo di poter vedere adulta la pianta di cui si è preso cura.

Per finire una nota amara, ovvero: “De umana imbecillitate” (parafrasando, maccheronicamente, Cicerone. Absit iniuria verbis, ovviamente ...), tra le minacce sempre più marcate e proterve (in ragione delle protezioni su cui la stessa può contare e qui, scientemente, mi fermo ...) c’è il selvaggio, assolutamente irrispettoso di tutto, sistematico sfruttamento delle risorse minerarie di cui la zona, e più in generale tutto il paese, è ricco. Il “dio-denaro” (in forma di utili leciti e meno leciti) è, o sembra essere, più forte di tutto.

Adesso una curiosità, per "stemperare", sul Baobab e sulla sua peculiare sagoma. Secondo una leggenda Venda albori del tempo, al momento della creazione del mondo al Baobab fu assegnato un nelle foreste dell’Africa tropicale ma la pianta prese a lamentarsi asserendo che il clima era umido, troppo piovoso e così via … al Baobab venne quindi assegnato un posto, vista la sua antipatia per l’eccesiva acqua, un posto in un ambiente desertico. Di nuovo il Baobab si lagnò lamentando la troppa calura, la sete, la polvere, la sabbia …

Pazientemente fu lui offerta un’altra opzione, poi un’altra ed un’altra ancora ma, incredibilmente, nessuna sembrava andare bene … alla fine l’Essere Supremo, in preda alla collera, scaglio lontano il Baobab che andò a conficcarsi nel terreno a “testa in giù”. Quelle che si vedono sono, quindi, le radici del Baobab stesso, è l’unica parte dell’incontentabile albero rimasta alla luce del sole.


Quello che oggi noi vediamo è, insomma, un albero … … … a “testa in giù” :eek::eek::eek:.

Non esistono dati aggiornati (gli ultimi risalgono al censimento del 2011) ma si stima che oltre un milione di persone parlino la lingua Venda parola che – appunto nella lingua Venda – significa “Buon Posto”, a significare che quello attuale è (stato) considerato un posto favorevole all’insediamento interrompendo così la loro migrazione dal nord. I Venda, ancora oggi, vivono in quella zona.​

Adesso, FOTOGRAFIE:

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COMMENTO:
  1. Logo Baobab Foundation,​
  2. D.ssa Sarah Venter in conferenza,​
  3. D.ssa Sarah Venter in conferenza,​
  4. Libro della D.ssa Sarah Venter. Ho avuto modo di procurarmene una copia in INGLESE!!!​
  5. Baobab in ambiente (sospetto, io, un abuso di Photoshop),​
  6. Biodiversità, il microcosmo che ruota attorno ad un Baobab,​
  7. Baobab in ambiente,​
  8. Il “mio” Baobab, portato a casa per metterlo in vaso e seguirlo – sino a chè potrò … - più da vicino,​
  9. Farewell,​
N:B.: copyright da attribuirsi, ove necessario, alla D.ssa Sahar Venter.
 

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Numero 1/2026

• Guida tassonomica al genere Pelvicachromis di Giorgio Nicolosi
• Perché i ciclidi del Malawi sono così colorati? di Livio Leoni
• Diamoci da fare! Reportage da EUAC di Flavio Gagliardi


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