Ciao,
Ho avuto modo di assistere ad una interessante conferenza tenuta dalla Dott.sa Sarah Vender (Fondatrice e Direttrice della Baobab Foundation) sullo stato in natura, e delle attività protezionistiche a favore della stessa, di
Adansonia digitata (meglio conosciuta come Baobab).
Il Baobab è una pianta caratterizzata da una biologia particolare e lentissima, studi al “radio-carbonio” hanno dimostrato che alcuni esemplari sono in situ da prima della nascita di Cristo (età stimata, pertanto, in oltre 2000 anni).
Proprio questa “lentezza biologica” – che da una parte li rende assolutamente resilenti - li rende, dall’altra, fi fa vulnerabili: il lento tasso di crescita rende i semi appena germinati un ghiotto boccone per gli erbivori del posto per i quali un prezioso germoglio di Baobab o una “erbaccia” non fa differenza alcuna.
Per tale ragione le popolazioni locali (di etnia Venda) coinvolte nei progetti di salvaguardia (la collaborazione dei locali è fondamentale in simili attività, come ebbi modo di constatare in Costa d’Avorio collaborando alle attività volte alla salvaguardia, e reintroduzione in situ, di
Mecistops cataphractus) usano, con pazienza, proteggere ogni singolo germoglio che venga identificato.
Parimenti, per le piante adulte (e non importa quanto adulte) esistono altre, precise, minacce tra cui vanno menzionati gli elefanti che nella loro ricerca di cibo (un elefante adulto mangia sino a Kg 250 di erba, germogli e piante varie al giorno) “piallano” tutto senza ritegno, Baobab inclusi. Usa dire che: “pancia vuota non sente ragioni”.
Anche in questo caso si interviene, utilizzando mezzi di contenzione di dimensioni opportune, con apposite recinzioni.
Per finire va ricordato che i ridotti tassi di germinazione dei semi, uniti alle difficoltà sopra dettagliate, fanno si che anche la semina/germinazione/crescita in ambiente controllato sia una delle attività che fanno parte del progetto anche se, probabilmente, che semina non avrà modo di poter vedere adulta la pianta di cui si è preso cura.
Per finire una nota amara, ovvero: “De umana imbecillitate” (parafrasando, maccheronicamente, Cicerone. Absit iniuria verbis, ovviamente ...), tra le minacce sempre più marcate e proterve (in ragione delle protezioni su cui la stessa può contare e qui, scientemente, mi fermo ...) c’è il selvaggio, assolutamente irrispettoso di tutto, sistematico sfruttamento delle risorse minerarie di cui la zona, e più in generale tutto il paese, è ricco. Il “dio-denaro” (in forma di utili leciti e meno leciti) è, o sembra essere, più forte di tutto.
Adesso una curiosità, per "stemperare", sul Baobab e sulla sua peculiare sagoma. Secondo una leggenda Venda albori del tempo, al momento della creazione del mondo al Baobab fu assegnato un nelle foreste dell’Africa tropicale ma la pianta prese a lamentarsi asserendo che il clima era umido, troppo piovoso e così via … al Baobab venne quindi assegnato un posto, vista la sua antipatia per l’eccesiva acqua, un posto in un ambiente desertico. Di nuovo il Baobab si lagnò lamentando la troppa calura, la sete, la polvere, la sabbia …
Pazientemente fu lui offerta un’altra opzione, poi un’altra ed un’altra ancora ma, incredibilmente, nessuna sembrava andare bene … alla fine l’Essere Supremo, in preda alla collera, scaglio lontano il Baobab che andò a conficcarsi nel terreno a “testa in giù”. Quelle che si vedono sono, quindi, le radici del Baobab stesso, è l’unica parte dell’incontentabile albero rimasta alla luce del sole.
Quello che oggi noi vediamo è, insomma, un albero … … … a “testa in giù”



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Non esistono dati aggiornati (gli ultimi risalgono al censimento del 2011) ma si stima che oltre un milione di persone parlino la lingua Venda parola che – appunto nella lingua Venda – significa “Buon Posto”, a significare che quello attuale è (stato) considerato un posto favorevole all’insediamento interrompendo così la loro migrazione dal nord. I Venda, ancora oggi, vivono in quella zona.