Ciao,
C’è qualcosa nell’acqua!!! Non so bene perché debba essere nell’acqua ma è questo il modo in cui una conoscente locale mi ha segnalato come, anche nel suo giardino, le “visite ornitologiche” siano, e stessero ulteriormente, drasticamente calate. Probabilmente “qualcosa”, non necessariamente nell’acqua, c’è …
All’inizio del nostro soggiorno dopo il necessario periodo di rodaggio, volto a far capire ai pennuti locali, che c’era offerta, abbondante e ripetuta, di becchime e solo le visite erano molteplici, concentrate nelle prime ore del mattino, e assolutamente variegate come specie che si mostravano.
C’erano infiniti fringuelli (che qui chiamano “Finchs”) tra cui i “gola tagliata” e “testa rossa” spiccavano per numerosità e voracità. Gli Agapornis (localmente “love-birds”), rumorosi e litigiosi calavano a frotte. Anche i “Bronze Mannikin” (sorta di, a mio modo di vedere, microscopici scriccioli) erano frequenti. Tra i “pedonatori” (ovvero quelli che mangiavano a terra) si segnalavano le “ballerine” dal caratteristico incedere a scatti con la coda che si alza/abbassa ritmicamente. I pestilenziali Myna (qui noti come storni tristi) impazzavano con i loro stridi e gesti “maneschi”. L’arrivo delle “upupe del legno” (Wood Hopooe) segnò il pinnacolo della crescita delle presenze.
Apro un piccolo inciso: allontanare gli Hibis hadada fu necessario in ragione della sgradevolezza, e volume elevato, dei loro vocalizzi ma soprattutto per le dimensioni delle loro deiezioni. Sono uccelli tendenzialmente gregari per cui, in breve la situazione si è fatta difficile da fronteggiare, alcuni giorni senza somministrazione di croccantini (gli Ibis mangiano tutto quello che non mangia loro) per gatti hanno risolto il problema. Ogni tanto c’è qualche visita sporadica ma nulla di preoccupante, permane – per loro – la penuria di cibo. Che vanno a cercare altrove …
C’è qualcosa nell’acqua, dicevo … non so se sia vero ma la frequenza/tipologia degli avvicinamenti (ai punti di somministrazione del cibo) è cambiata, ecco come si è modificata la situazione:
Le (“malnate”) tortore ormai sono una presenza costante, iniziata pian piano tempo addietro, ed in costante crescita, ce ne sono, credo, tre specie: la Tortora delle Palme (autoctona dell’Africa), una tortora che ricorda molto da vicino la, nostrana, Tortora dal Collare, una terza (sono sicuro) che non sono riuscito ad identificare con certezza. Poi c’è il robusto, come lo chiamiamo noi “tortorone”, in realtà un piccione (Columba guinea) di grosse dimensioni noto localmente come “speckled pigeon” (piccione picchiettato) o “African rock pigeon” (piccione africano delle rocce) dal caratteristico, vistoso, occhio rosso.
Nessuna visita, da tempo, dei “Black Collared Barbet” (barbetti dal collare nero) e dei “Southern Red Bishob”, dalla vistosa colorazione riproduttiva, in parte, di un rosso che ricorda gli abiti dei porporati ecclesiastici. La loro assenza è una brutta perdita, spero ritornino … quando nell’acqua non ci sarà più nulla!!!
Anche i pettirossi (Cape Robin Chat), ben diversi per altro dai nostri, si mostrano con molta minore presenza, le upupe del legno (Phoeniculus sp.), pur in numeri più ridotti, sono ancora presenti pur con una saltuarietà molto maggiore. In alcuni ambienti inglese sono anche note come Shimitar-Bills, in ragione della foggia del becco, anche se questi ultimi potrebbero essere una specie diversa.
Continuano – invece - ad accostare i “Tessitori Gialli” (weaver), i “Bul-Bul a testa nera”, gli Agapornis
Gli onnipresenti, passeri del capo cui si mescolano gli, introdotti, passeri “nostrani”. Continuano gli avvicinamenti di specie che non son riuscito ad identificare quindi non so dire se anche fra loro, ma lo ritengo plausibile, ci sia stato un avvicinamento.
Insomma la situazione, per fortuna lungi dall’essere drammatica, risulta essere molto meno variegata rispetto ad un recente passato.
§ Il Myna (qui introdotto e, qui, frequentissimo) è compreso. secondo alcune fonti, nell 100 specie più invasive al mondo. Non so se sia vero ma ... è litigioso, rumoroso, veloce, territoriale, ingordo. Insomma una catastrofe!!!
# Questa è una immagine - usiamo un'iperbole una volta atanto ... - leggendaria il Barbetto crestato (Tracyphonus vaillantii) si è mostrato UNA volta da che siamo qui! il caso a voluto che fossi presente, che avessi a portata di mano la Nikon e che sulla stessa fosse pronto l'obiettivo adatto (Sigma 400 mm): CARPE DIEM!!!
* Nthoo (nella narrazione tradizionale è un leopardo) protagonista di una leggenda narrata dal popolo Hambakushu, che vive della zona del Delta dell’Okawango. Con il suo nome ho battezzato il ghepardo (in realtà, e si vede, è un manufatto da giardino) che fa buona guardia nel nostro giardino.
