Laggiù nel Paese dei Ciclidi ...

Ciao,

Lungo (auto)giro in Sud Africa. Partiamo da Pretoria e raggiungiamo St. Lucia da qui, attraversando eSwatini/Swaziland, puntiamo il Kruger N.P. ed infine ripieghiamo nuovamente su Pretoria. Il tutto nasce come viaggio di nozze della nipote di Stefania, per noi è - per la più parte – storia nota ma anche le storie note possono riservare delle sorprese, su quelle mi focalizzerò. Seguiranno immagini di incontri più, sa fa per dire, usuali come il leopardo al Kruger e le sterne artiche (!!!) all’estuario del fiume St. Lucia, nel parco di iSimangaliso. Adunque:​

Diluvio - screenshot.jpg

Notte di diluvio: uscire nel bush è sempre molto interessante. Viceversa affrontare il rientro sotto una una convincente replica del diluvio universale è … POCO INTERESSANTE!!!

4x4.2.jpg

Guasto al nostro 4x4: questa sosta a St. Lucia sembra essere nata sotto un Karma negativo.

Trovarsi, a notte inoltrata ,ed in zona di “Big Five”, con il mezzo in panne … beh è … POCO PIACEVOLE!!! Sulla sinistra (giacca, diciamo così, bianca) si intravede Stefania.

Tecnicamente ritengo possa trattarsi di un, antico e maltrattato, Unimog (ex-militare) di produzione tedesca come suggerito dalla posizione di guida, di tipo "europeo", in cui siede il conduttore.​

Hyppo along the street.jpg

Ippopotamo per strada: St. Lucia è tappezzata di cartelli che invitano a prestare attenzione, specie nelle ore notturne, agli ippopotami che salgono dal vicino fiume/estuario/palude in cerca di cibo.

Viene consigliato di non muoversi a piedi dopo l'orario di chiusura dei ristoranti. Pensavo fosse una battuta ad uso dei turisti … SBAGLIAVO!!!

Francesco​
 
Ciao,



Quando sei sdraiato ed intento a fotografare la vita che c'è sotto il ponte.​

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Ti volti e "lo vedi" ... :eek::eek::eek:

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... e solo (molto) dopo, ed ormai in zona di "sicurezza", vieni a sapere che è innocuo ... :emiticon_3d_Yes:

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Si tratta - secondo quanto riportato dai sacri testi - di un esemplare di Natal Green Snake/Philothamnus natalensis, presente in Sud Africa, eSwatini, Mozambico e Zimbabwe.
Link to : Natal Green Snake


Continuerò, siate pazienti nel sopportarmi ... :104:.

Francesco
 
Ciao,



Quando sei sdraiato ed intento a fotografare la vita che c'è sotto il ponte.​

Vedi l'allegato 41962

Ti volti e "lo vedi" ... :eek::eek::eek:

Vedi l'allegato 41963

... e solo (molto) dopo, ed ormai in zona di "sicurezza", vieni a sapere che è innocuo ... :emiticon_3d_Yes:

Vedi l'allegato 41964

Si tratta - secondo quanto riportato dai sacri testi - di un esemplare di Natal Green Snake/Philothamnus natalensis, presente in Sud Africa, eSwatini, Mozambico e Zimbabwe.
Link to : Natal Green Snake


Continuerò, siate pazienti nel sopportarmi ... :104:.

Francesco
Sempre interessanti i tuoi reportage!
 
Ciao,

Tirem innanz ... (cit.).

eSwatini (già Swaziland) è un micro-stato "annidato", senza sbocco al mare, all'interno del Sud africa. Dispone di una sua struttura interna completa: amministrazione, scuole, etc ... ma, rispetto al SA non presenta differenze sostanziali. Il Rand (la valuta sud-africana) è usato/accettato correntemente, per fare un esempio ...

eSwatini è un regno, diciamo così old-style. C'è un monarca una famiglia reale e, sostanzialmente, basta. Questo porta a situazioni abbastanza particolari, A titolo di curiosità citerò che il Nyala (un'antilope molto comune nell'Africa australe è destinata esclusivamente (con tanto di pesanti sanzioni per i trasgressor) alle battute di cacia reali. da sempre, tradizionalmente, è così.

Ma non è la sola stranezza, citerò - pur se solo di passaggio nel paese - una incredibile (gli appassionati di motori trasecoleranno): Bentley rally: esistono tanti modi per affrontare un Rally Africano. Farlo su una Bentley è, quanto meno, inusuale. Eppure a qualcuno una simile idea venuta. Si notano, in foto, cerchioni e gomme da fuoristrada (di derivazione Land Rover Defender, credo) e – nell’abitacolo – finiture in radica di noce, selleria in pelle Connolly ed altre facezie similari. Sul tetto una piattaforma, espandibile, destinata ad ospirare una tenda da utilizzarsi nei pernotti sul campo.

20250718_074901.jpg Bentley rally.jpg 20250718_074842.jpg 20250718_074829.jpg

La vettura, ed il suo equipaggio, erano in prova per partecipare alla gara il prossimo anno: a quanto ho compreso si partirà dal Sud Africa per arrivare, attraversando differenti paesi, sino in Zambia ... Mica da ridere. :eek: :eek: :eek:

Che altro dire se non ... IN BOCCA AL LUPO!!! :emiticon_3d_Yes:

Motoristici saluti.
Francesco​
 
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Ciao,

eSwatini parte due:

Gli scorpioni (alla luce UV): gli scorpioni, illuminati con lampade UV, presentano, di notte e per ragioni sconosciute, una peculiare colorazione azzurrina e semi-fluorescente. Con la speranza di poterli osservare in tale condizione avevo acquistato una lampada atta a tale ricerca ad uno dei corsi ASI (African Snakebite Institute).
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Ebbene … … … funziona!!! Il numero elevato di (visti solo i piccoli) soggetti annidati negli anfratti del piccolo muro in pietra che cinge(va) la zona ristorante è incredibilmente altro. Purtroppo, come molti animali eminentemente notturni, gli scorpioni (tutti) rifuggono la luce, fotografarli, in maniera almeno dignitosa, non è semplice.

DUE postille:

1) senza arrivare alla problematicità dei serpenti va detto che anche gli scorpioni, annualmente, qualche vittima - nell'africa australe - la fanno ...
2) Va ricordato, in ultimo, che la luce UV è dannosa per gli occhi: mai puntarla verso gli occhi.

Andiamo in campo, siamo allo "Hlane Royal National Park" (in lingua locale, affine allo Zulu sud-africano, Hlane si pronuncia, grossolanamente, "Sclane"). Andiamo al punto:

20250716_185925.jpg 20250717_200435.jpg 20250717_191200.jpg 20250717_182757.jpg20250717_182757.jpg

La prossima volta prima di sedervi su un "semplice" muretto a secco ... GUARDATE MEGLIO!!! :emoticons-allegre-6 .

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Pungenti, veleniferi, saluti, :104:.

Francesco

PS: alla prossima, rientro in SA, torniamo verso il Kruger N.P.​
 
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Ciao,

Mjejane National Park: rientro in SA. Mjejane è una "game-reserve" vicinissima al nostro obiettivo finale: il Kruger N.P. Mjejane è un "esimo" del Kruger ma offre . e ci ha offerto - la possibilità di incontri interessanti,

Southern ground hornbill: Bucorvus leadbeateri uno degli animali più “ricercati” (è un grosso uccello “camminatore” della famiglia dei buceri, si alza in volo solo quando è costretto). Colori che li studiano, in SA, pregano, in caso di avvistamento, di inviare una foto, se possibile, e le coordinate geografiche del punto di avvistamento. In eSwatini – a quanto so – è sufficiente segnalare il posto di avvistamento. I ranger hanno provveduto in merito.​

Southern ground Hornbill1.JPG Southern ground Hornbill2.JPG


I Southern ground hornbills sono carnivori e cacciano principalmente a terra. Il loro cibo spazia dagli insetti ai piccoli vertebrati. Sono una specie longeva, con una durata di vita compresa tra 50 e 60 anni e fino a 70 in cattività.

In relazione alla loro lunga vita, non raggiungono la maturità sessuale fino a 4-6 anni e iniziano a riprodursi intorno ai 10 anni.

Sono elencati dalla IUCN (dal 2018) come VU (vulnerable) e, in particolare, come EN/CR (endangered/critically endangered - In via di estinzione) in Sudafrica, Lesotho, Namibia ed Eswatini.

Avere incontrato, in due occasioni diverse, sette esemplari (un singolo ed un gruppo di sei) adulti è stata, oltre ad essere un evento non comune, una gran bella notizia.


Ornitologici saluti.
Francesco​
 
Ciao,

Kruger National Park, atto UNO:

Un incontro inconsueto (ed il mio primo in assoluto):​

Cuccioli iena.jpg

Cuccioli di iene! I cuccioli - nello specifico di iena maculata (Crocuta crocuta), conosciuta localmente come spotted hyena - vengono custoditi in gruppo dalle femmine della comunità in una buca dalla quale escono, specie se lasciati soli dagli adulti in caccia, con estrema circospezione e senza allontanarsi eccessivamente. Il bush non è posto per i piccoli ed i deboli.

Il più piccolo (a destra in foto) dei tre (altri erano seminascosti intorno) ha un’età, stimata dalla nostra guida, di alcune settimane.

Francesco​
 
Ciao,

Kruger National Park, atto DUE:

Leoni che mangiano: grande agitazione questa mattina – è prestissimo, 06.00, freddino e buoi come la pece - al Kruger. Viene segnalato un gruppo di leoni intento, in maniera abbastanza insolita, a cibarsi di un rinoceronte (nero). Scopro si tratta di una femmina uccisa dai bracconieri per asportarle il corno che notoriamente, al mercato nero, spunta prezzi da capogiro in ragione di presunte proprietà medicinali, afrodisiache e quant’altro. Il derelitto cucciolo che la seguiva era, già, stato avviato ad un “centro di salvaguardia e recupero”. Voglio per lui ogni bene!


Leoni1.JPG Breakfast in the bush ...

Leoni2.JPG una femmina del gruppo ci guarda perplessa/dubbiosa/inc*zzata ...

Leoni3.JPG uno dei piccoli esce allo scoperto ponendosi, imoltre, in posizione molto "esposta" rispetto agli altri maschi. Promette bene ... potrebbe essere un futuro DOMINANTE.

Leoni4.JPG il capobanda si alza infastidito: ... MA CHE STA SUCCEDENDO?!?!?!

Leoni5.JPG ... detto/fatto - troppi visitatori troppo invadenti - e lui decide di fare ordine...

PROVATE VOI A CONTRADDIRLO!!! :emoticons-allegre-6

Ruggenti, felini, saluti.
Francesco​
 
Ciao,

Anche questa - mi viene da dire purtroppo - è fatta! Mi congedo quindi con due tramonti che più tramonti di cosi non si può ... :104:.

Tramonto1.jpg Tramonto2.jpg

Francesco (e Stefania).​

Noi.jpg

PS: il prossimo aggiornamento (si fa, ovviamente, per dire :104:) sarà ... dal Rione Monti (in Roma) dove vive mia madre, domenica parto per l'Italia.
 
Ciao Marco,

Niente da fare, purtroppo! Sono ancora a Pretoria (31.07.25) anche se ho dovuto anticipare la partenza di un giorno e, ben più seccante, posticipare il rientro anch'esso di un giorno non sarò a Roma in occasione delle tua presenza.

Alle prossima.
Francesco
 
Ciao,

Riprendo – dopo una mia lunga, rocambolesca, permanenza a Roma – il cammino conoscitivo dell’Africa australe (quindi non segnatamente rivolto al solo Sud Africa). Tale, figurato “cammino”ha avuto luogo all’interno dell’Origins Centre, alla WITS University of Pretoria.

Le sale interattive dell’Origins Centre, come quelle che espongono manufatti dell’epoca e resti di ominidi, accompagnano i visitatori in viaggio che inizia con le origini dell'umanità in Africa Spicca, attraversando il museo, l’attenzione dedicata aelle diverse tradizioni dell'arte rupestre dell'Africa meridionale.

Uno dei “punti fermi” di tale espressione artistico-culturale sono i SAN, la loro arte rupestre ed il loro passato di cacciatori-raccoglitori, i loro miti, le loro leggende; stile di vita e, in generale, la loro capacità di inserirsi in un quadro di profonda integrazione con l’ambiente naturale circostante.


I
SAN, un tempo conosciuti come boscimani vivono, tuttora, nel Kalahari (il grande deserto posto tra Sudafrica, Namibia e Botswana). Il nome "San" nella lingua khoikhoi significa "straniero", "diverso" (rispetto ai khoi, altro popolo presente in zona). i Boscimani, però, preferiscono farsi chiamare, appunto, "boscimani" (boesman in afrikaans, bushmen in inglese) anche se secondo alcune fonti tale definizione (ovvero gli “uomini della boscaglia”) è da ritenersi, ma ignoro il motivo, in certo qual modo offensiva.

Ma chi sono i San? I San, i più antichi abitanti dell’Africa australe, abitano l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Sono principalmente cacciatori-raccoglitori noti per aver sviluppato un particolare sistema di comunicazione manuale durante la caccia e per cacciare usando frecce avvelenate (con la linfa della Euphorbia damarana). Tale usanza ha valso loro il soprannome di "uomini-scorpione".



Si autodefiniscono "coloro che seguono la luce" poiché si spostano in funzione delle piogge per nutrirsi di frutti, radici e di tutto quello che la natura mette a disposizione. I San, come detto, occupavano parte dell'Africa australe ma l'arrivo, successivo, delle popolazioni bantu, agricoltori sedentari, e degli ottentotti, a loro volta allevatori, ha decimato questa popolazione e l'ha spinta ancor più verso meridione.

Studi recenti sembrerebbero suggerire che i San costituiscano uno dei più antichi rami dell'evoluzione dell'uomo moderno. Sebbene sia stata dimostrata la presenza nel loro territorio da almeno 20.000 anni, esistono resti di scheletri compatibili con questa popolazione ben più antichi e risalenti addirittura a 100.000 anni fa.

È il popolo degli Strandlopers [popolazione riconducibile all’etnia Khoikhoi]: che occupa, a suo tempo, le spiagge dell'Africa sud-occidentale, comprese fra Cape Colony e la Skeleton Coast. Strandloper significa, in lingua afrikaans, "camminatore di spiaggia",

Questo antichissimo popolo viveva raccogliendo conchiglie e altri organismi spiaggiati lungo la costa del mare attitudine che è valsa loro il nome gergale con cui vanno noti. Tale stile di vita (quasi) esclusivamente al mare li distingue da ogni altro Homo sapiens più arcaico.

I boscopoidi (altro nome con cui sono conosciuti) avevano una capacità del cranio superiore del 30% a quella dell'uomo moderno. Ciò porta suppore avessero un'intelligenza fuori del comune come testimoniato dal rinvenimento di alcune trappole per la pesca particolarmente ingegnose.

Va, inoltre, segnalato come presso tale popolo si hanno, inoltre, le prime testimonianze di sepolture rituali.

Fonte: Wikipedia

BREVE FOTOSTORIA:

Cultura San0.jpg

Cultura San: introduzione (in lingua).​

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Cultura San: tavole colorate, e retroilluminate, che propongono momenti salienti della cultura San.​

Cultura San10.jpg

Cultura San: riproduzione di pittura rupestre del popolo SAN (ovviamente l’originale è in loco. Dispero, però, di poterlo vedere di persona.).​

Cultura San8.jpg

Cultura San: spiegazione, breve, del significato del dipinto.​

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Cultura San: pittura rupestre, mista ad incisioni. Anche in questo caso è una copia ad uso espositivo. Anni addietro, in Namibia a Twyfelfontein, ebbi la fortunata ventura di vedere alcune di tali opere in situ.

Antropologi ed etnologici saluti.
Francesco
 

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Ciao,

Torniamo ... "sulla terra". Torniamo ai giochi (ancorchè elettronici".

Dopo che una delle mie GoPro(due, abbastanza datate, di cui ero, e sono per quella rimastami, assolutamente insoddisfatto) ha concluso la sua vita ruzzolando nel bush e ... vattelapesca. Ho deciso di guardare ad oriente, scegliendo un prodotto cinese anche per minimizzare, in caso di altro "smarrimento", la perdita ... €€€€€!

In realtà si è rotta la staffa che usavo per le riprese in moto. L'ennesima buca e ... CRASH!!! La GoPro va, quindi, ad aggiungersi alla Nilox annegata (non ricordo nemmeno più e dove) in immersione.

Veniamo a fatti: ho scelto, dopo non poca titubanza una Akaso V50, di cui avevo letto buone recensioni e che prometteva (sembrerebbe promettere) prestazioni superiori alla mia GoPro andata dispersa.​

Akaso V50X2.3.jpg

Dopo mesi dall'acquisto, con un ritardo dovuto a cause di forza maggiore, oggi sono, infine, andato "in campo", montando il nuovo giocattolo sull'Africa Twin.

Che dire? Per esprimermi sulla qualità delle immagini (video) aspetto test più probanti però ho già dovuto annotare due seccature:

1) Manca il "copri-obiettivo"! La summensionata GoPro nell'uso, tra l'altro, riportò la rottura, per l'appunto, del copri-obiettivo. La sua sostituzione (ricambio, ad onor del vero, NON originale) costo qualche euro.

2) Per montare/smontare la cam dalla staffa occorre un cacciavite (è vero che giro sempre non il mio Leatherrman alla cintola, però ...) mentre la GoPro permetteva A) di lasciare tutto il supporto in posizione e B) rimuovere la cam con un banale meccanismo a scatto.

3) Concludo aggiungendo che lo "slot" destinato ad accogliere la card (Micro SD) manca (nel senso che non è previsto) di qualsiasi tipo di protezione.

Non sono peccati capitali, è vero, però ... non semplificano la vita!!!

Video-Fotografici saluti.
Francesco​
 
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Ciao,

Riprendo – dopo una mia lunga, rocambolesca, permanenza a Roma – il cammino conoscitivo dell’Africa australe (quindi non segnatamente rivolto al solo Sud Africa). Tale, figurato “cammino”ha avuto luogo all’interno dell’Origins Centre, alla WITS University of Pretoria.

Le sale interattive dell’Origins Centre, come quelle che espongono manufatti dell’epoca e resti di ominidi, accompagnano i visitatori in viaggio che inizia con le origini dell'umanità in Africa Spicca, attraversando il museo, l’attenzione dedicata aelle diverse tradizioni dell'arte rupestre dell'Africa meridionale.

Uno dei “punti fermi” di tale espressione artistico-culturale sono i SAN, la loro arte rupestre ed il loro passato di cacciatori-raccoglitori, i loro miti, le loro leggende; stile di vita e, in generale, la loro capacità di inserirsi in un quadro di profonda integrazione con l’ambiente naturale circostante.


I
SAN, un tempo conosciuti come boscimani vivono, tuttora, nel Kalahari (il grande deserto posto tra Sudafrica, Namibia e Botswana). Il nome "San" nella lingua khoikhoi significa "straniero", "diverso" (rispetto ai khoi, altro popolo presente in zona). i Boscimani, però, preferiscono farsi chiamare, appunto, "boscimani" (boesman in afrikaans, bushmen in inglese) anche se secondo alcune fonti tale definizione (ovvero gli “uomini della boscaglia”) è da ritenersi, ma ignoro il motivo, in certo qual modo offensiva.

Ma chi sono i San? I San, i più antichi abitanti dell’Africa australe, abitano l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Sono principalmente cacciatori-raccoglitori noti per aver sviluppato un particolare sistema di comunicazione manuale durante la caccia e per cacciare usando frecce avvelenate (con la linfa della Euphorbia damarana). Tale usanza ha valso loro il soprannome di "uomini-scorpione".



Si autodefiniscono "coloro che seguono la luce" poiché si spostano in funzione delle piogge per nutrirsi di frutti, radici e di tutto quello che la natura mette a disposizione. I San, come detto, occupavano parte dell'Africa australe ma l'arrivo, successivo, delle popolazioni bantu, agricoltori sedentari, e degli ottentotti, a loro volta allevatori, ha decimato questa popolazione e l'ha spinta ancor più verso meridione.

Studi recenti sembrerebbero suggerire che i San costituiscano uno dei più antichi rami dell'evoluzione dell'uomo moderno. Sebbene sia stata dimostrata la presenza nel loro territorio da almeno 20.000 anni, esistono resti di scheletri compatibili con questa popolazione ben più antichi e risalenti addirittura a 100.000 anni fa.

È il popolo degli Strandlopers [popolazione riconducibile all’etnia Khoikhoi]: che occupa, a suo tempo, le spiagge dell'Africa sud-occidentale, comprese fra Cape Colony e la Skeleton Coast. Strandloper significa, in lingua afrikaans, "camminatore di spiaggia",

Questo antichissimo popolo viveva raccogliendo conchiglie e altri organismi spiaggiati lungo la costa del mare attitudine che è valsa loro il nome gergale con cui vanno noti. Tale stile di vita (quasi) esclusivamente al mare li distingue da ogni altro Homo sapiens più arcaico.

I boscopoidi (altro nome con cui sono conosciuti) avevano una capacità del cranio superiore del 30% a quella dell'uomo moderno. Ciò porta suppore avessero un'intelligenza fuori del comune come testimoniato dal rinvenimento di alcune trappole per la pesca particolarmente ingegnose.

Va, inoltre, segnalato come presso tale popolo si hanno, inoltre, le prime testimonianze di sepolture rituali.

Fonte: Wikipedia

BREVE FOTOSTORIA:

Vedi l'allegato 42013

Cultura San: introduzione (in lingua).​

Vedi l'allegato 42015

Cultura San: tavole colorate, e retroilluminate, che propongono momenti salienti della cultura San.​

Vedi l'allegato 42016

Cultura San: riproduzione di pittura rupestre del popolo SAN (ovviamente l’originale è in loco. Dispero, però, di poterlo vedere di persona.).​

Vedi l'allegato 42017

Cultura San: spiegazione, breve, del significato del dipinto.​

Vedi l'allegato 42018

Cultura San: pittura rupestre, mista ad incisioni. Anche in questo caso è una copia ad uso espositivo. Anni addietro, in Namibia a Twyfelfontein, ebbi la fortunata ventura di vedere alcune di tali opere in situ.

Antropologi ed etnologici saluti.
Francesco
Sempre interessante Francesco, grazie!
 
Ciao,

Appostata nel posto giusto, e con un pò di fortuna, anche di notte la cam-trap può catturare immagini interessanti ...​


Un maschio di Nyala si muove, con circospezione, nella notte.

Il Nyala di pianura o semplicemente Nyala (Tragelaphus angasii) è un'antilope, caratterizzata da corna a spirale, originaria dell'Africa meridionale. Appartiene al genere Tragelaphus, venne descritto per la prima volta nel 1849 da George French Angas.

Non deve essere confuso con il nyala di montagna, specie in via di estinzione che vive, a sua volta, nella regione di Bale in Etiopia.​
 
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Ciao,

Oggi ... lezione di storia! emoticons-allegre-06.



The Great Trek
[in Afrikaans Oxwagen trek ovvero la marcia dei “carri tirati da buoi"] ebbe luogo nella prima metà del 19° secolo segnando l'inizio della risalita dei coloni boeri verso il nord, in quello che oggi è il Sud Africa.

Voortrekker [visitabile – e visitato! - a Pretoria] è il monumento “icona” della (di una parte) minoranza bianca che, ancora oggi, tiene viva la memoria di tale marcia.

Oxwagen Lodge [nelle campagne intorno a Pretoria] è, invece, il lodge che, tenendosi lontano da un certo tipo di retorica revanscista, offre un ambiente accogliente che richiama tale marcia e custodisce al suo interno, su base assolutamente privata e senza enfasi alcuna, un piccolo museo che ricorda quegli eventi e lo stile di vita ad essi collegato.

Nel corso dei nostri moto-vagabondaggi (Eddy ed io) abbiamo sostato per la colazione, ovviamente una colazione alla sudafricana: caffe nero, uova strapazzate, salsicce, pancetta, verdure alla griglia, pane, burro marmellata, succo d’arancia … aggiungete pure ciò che volete e che vi viene in mente: tanto c’era!”

Ovviamente (post prandium aut stabis aut lente deambulabis) abbiamo colto l’occasione per curiosare un po' in giro.

L’ingresso è arredato alla maniera locale, sembra un lodge come gli altri … :104:.​

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… ma appena superata la soglia si apre una sorta di “scrigno della memoria”: ogni alloggio presenta su una delle pareti lunghe uno (immagino una copia) dei carri che partecipano alla marcia, NON sono entrato a curiosare (e dare, magari, fastidio agli occupanti) ma ritengo che anche il carro sia “vivibile” da coloro che occupano le stanze offerte del lodge. Alcuni hanno una sorta di, “paternità” (ovvero si sa di chi, gli originali, furono), altri presentano anche delle spiegazioni di dettaglio.​


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Entrando nel piccolo museo (sostenuto solo da donazioni volontarie di beni e/o denaro) si respira l’aria di vita difficile, dura e (ancora oggi i leoni sono “quasi” ovunque …) in certi momenti pericolosa. Non traspare però, alcuna forma di reminiscenza di quella – vera o presunta - “età dell’oro” e di ciò che è stato: buono o cattivo che fosse. Si nota solo il desiderio, fondamentale per alcuni, di tenere viva una memoria storica mantenendola scevra però di ogni forma di autocompiacimento, rimorso, rimpianto o nostalgia. La vita, in Sud Africa, è (stata) anche questo e solo questo le mura, e gli strumenti del vivere da esse contenute, sembrano voler raccontare.​

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Anche i vecchi utensili, le suppellettili, le armi, i carri, le stampe, lettere, le fotografie ormai sbiadite dal tempo ed i giocattoli sanno parlare: basta fermarsi e saperli ascoltare.

Storici, e storiografici, saluti.
Francesco
 

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Numero 2/2026

• Raro in acquario: Neolamprologus fasciatus (Boulenger, 1898) del Lago Tanganica di Heinz H. Büscher
• La mia vasca Paraguay con Apistogramma borellii di Stefano Moneta
• Un ciclide rosso senza nome: Rubricatochromis sp. Ankasa di Livio Leoni


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