Laggiù nel Paese dei Ciclidi ...

Ciao,

Another Brick in The Wall (cit.):

Il Cobra del Capo (in Afrikaans koperkapel) Naja nivea Linnaeus 1758, è un serpente di dimensioni relativamente moderate ma estremamente velenoso che frequenta, praticamente, tutti gli ambienti naturali presenti in SA (savana, fynbos, bushveld, deserto ed adiacenti aree semidesertiche).

È una specie eminentemente diurna, molto caratteriale che fronteggia l’aggressore ergendosi dal suolo e distendendo un “cappuccio” di grosse dimensioni. All’occasione morde ripetutamente iniettando un veleno neurotossico.

Dei tre serpenti con cui mi sono confrontato durante i test è quello che mi ha messo maggiormente in difficoltà: impossibile, almeno per me, usare il gancio ed anche con la “pinza” bloccarlo in posizione corretta non è stato semplice.

FOTO:

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1) La foto è di spalle. La colpa, però, NON è del fotografo ma del serpente! Seguire i suoi movimenti è la massima priorità anche se può portare a dare le spalle al medesimo.

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2) Got it!!! La postura della testa indica una posizione di, possibile, disagio o difesa/sfida. Uno “sputatore” sarebbe in grado in quelle condizioni di “fare fuoco”. Nel dubbio, so per certo che non è questo il caso, usare la mascherina e/o occhiali realmente protettivi, NON gli occhiali da vista.

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3) Il punto è corretto: grossolanamente a metà della lunghezza complessiva del soggetto (mantiene massima la distanza di sicurezza dalle impugnature della pinza, che viene manovrata con la mano destra).

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4) Questa volta, per provare entrambe le tecniche, la destinazione è il tubo (che si vede, parzialmente, appoggiato al terreno). Mi sono trovato più in difficoltà rispetto al secchio.

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5) Ready to go!!! Viene consigliato (credo per rendere meno probabili possibili “fuoriuscite” dalle conseguenze possibilmente difficili da gestire) di mantenere il tubo a 45 gradi sino a che il coperchio non è stato fissato completamente e la “sicura” è stata inserita.

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6/7) Dettagli della cattura.

Serpenteschi saluti.
Francesco

Piccola "nota vanitosa" a latere: la mia T-shirt (prima foto)- fa riferimento alle attività protezionistiche destinate ai coccodrilli cui ebbi modo di partecipare in Abidjan (CdA). Fu una lunga, interessante, esperienza, mi piace ricordarla :104:.
 
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Ciao,

Incredibilmente questo è ritenuto essere un potente antifurto!!!

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Un semplice adesivo applicato, posteriormente, in bella vista sembra sia un efficace deterrente nei confronti di sgradite ispezioni al contenuto della vettura ... "attenzionata".

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In effetti passando davanti al cancello di una casa dove, risaputamene e legalmente, vengono allevati serpenti (velenosi e non) molti dei locali attraversano la strada e proseguono sul lato opposto.

Poi, appena più oltre, ritornano sul lato opposto - magari all'ombra :104: - che stavano percorrendo prima.

Scaramantici saluti.
Francesco.
 
Ciao,

Terzo esercizio:

Il Rinkhal (Hemachatus haemachatus) appartiene ad un genere monospecifico da considerarsi affine ai cobra. Va, quindi, trattato allo stesso modo. Rispetto ai “veri” cobra la presenza di, una o più, strisce bianche sul fondo scuro/nero della gola ne permette la corretta identificazione.

È uno “sputatore” che, se disturbato, si erge dal suolo mostrando un voluminoso “cappuccio” e sputa il veleno (neurotossico e, parzialmente, citotossico) verso l’aggressore mirando agli occhi. La capacità del suo veleno di causare cecità permanente è (come per i cobra) questione dibattuta, al riguardo esistono perplessità.

Pratica, come ulteriore forma di difesa, la tanatosi (morte apparente caratterizzata da un comportamento sostanzialmente inerte, con il ventre rivolto in alto e la bocca aperta) salvo reagire appena si presenti la necessità (ed il momento opportuno).

Per la mia esperienza di “cattura” – ho usato la pinza - lo colloco a metà fra lo sgusciante Cobra del Capo e la pigra Vipera soffiante. Nella sua gestione ho, ovviamente, utilizzato specifici occhiali protettivi. Ma, almeno del mio caso, ha alzato la sesta ma senza sputare.

Nelle foto si vede la mascherina che protegge gli occhi, la indossa anche l’istruttore: better safe than sorry!

Alcuni preferiscono quella che copre tutto il viso (forse meno confortevole con temperature elevate e/o sotto il sole battente). Va detto che il veleno è molto pericoloso per gli occhi ma, ad esempio, è assolutamente innocuo per la pelle anche in caso di ferite aperte.

Infine una curiosità: lo “sputo” è un’armadi sola difesa: serve ad invalidare il nemico quel tanto che basta per allontanarsi agevolmente. In caso di “vero” attacco (al disturbatore e/o alla preda) il Rinkhal si ricorda di essere (quasi) un cobra ed agisce di conseguenza: MORDE!!!

Adesso le FOTO:

1. Noli me tangere (Giovanni 20:17), esaurita la citazione biblica si nota come il nostro amico sia in posizione di pre-allarme. Potrà, in caso, sollevarsi molto di più prima di passare all’azione.
2. Posizione di difesa,
3. Colpo, mio, a vuoto,
4. Tentativo di allontanarsi. I serpenti non attaccano mai. Se appena è possibile rifiutano il confronto/contatto con l’uomo. Le loro, epiche, reazioni rabbiose sono dovute al sentirsi minacciati troppo da vicino, senza via di fuga. Come gli squali (quanto volte lo ho ripetuto agli allievi dei corsi sub): lasciate loro un via di fuga e loro … la useranno!!! Nota: si vede bene la striscia trasversale bianca (possono essere una o più) che permette di riconoscere il Rinkhal dagli altri cobra “neri”.
5. Mi dispiace, devo!
6. Sollevato da terra e quindi privo di punti di appoggio su cui fare forza è più facilmente, sempre in relazione all’elemento di cui parliamo, gestibile,
7. Devi entrare la dentro, anche se non ti piace! Sappi che altri, nei tuoi confronti, potrebbero essere più ... "drastici",
8. È quasi fatta, ormai la resistenza è di maniera.

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Ciao,

Emanuele (in foto è impegnato nella cattura) è stato la grande sorpresa del corso: tredici anni, era li per rinnovare – hanno durata pari a 24 mesi - la sua certificazione (per altro di livello superiore a quella che stavo cercando di conseguire), in Italia alleva serpenti da molti anni (mentre il padre si cimenta con i ragni).

Periodicamente va in Kenya per attività erpetologiche, vorrebbe lavorare nel campo (anche se non ho/non ha, presumo, ben chiaro il significato) dei veleni di serpente.

Un bel personaggio che, come non ha mancato di farmi notare, nei ritagli di tempo (!!!) si prepara per conseguire la licenza media!

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Stupefatto Francesco
 
Ciao,

Tirando le somme:

TIPI DI VELENO.

Esistono differenti tipi di veleno, tutti non vanno, espressamente, riportati al solo ambiente erpetologico.

Veleno proteolitico: enzimizimi proteolitici presenti in tutti i serpenti velenosi, causano la degradazione delle strutture tissutali. In natura il veleno distrugge le pareti dei vasi sanguigni insieme al tessuto muscolare, accelerando la morte della preda e potenzialmente aiutando la digestione. È presente in tutti i tipi di veleno.

Veleno emotossico: distrugge i globuli rossi nel corpo del soggetto colpito danneggiando anche tessuti e organi attorno al sito di iniezione. Provoca un dolore fortissimo e può causare tra l’altro, insufficienza cardiovascolare ed emorragie interne. Il veleno emotossico agisce più lentamente rispetto ad altri tipi di veleno di serpente. Ciò aumenta, con le dovute cure mediche, vedi più oltre, le possibilità di sopravvivenza.

Veleno neurotossico: ha effetto sul sistema nervoso, causando paralisi muscolare, danni al cervello e perdita di coscienza, in alcuni casi agisce in tempi brevissimi. Non procura dolore e sovente capita di non accorgersi del morso finché non si manifestano i sintomi. Senza trattamento specifico tale veleno può essere fatale.

Veleno citotossico: uccide le cellule, non è mortale quanto gli altri tuttavia, tuttavia causa lesioni secondarie come la perdita della funzionalità degli arti e altre disabilità. Queste complicazioni possono lasciare l’individuo impedito per tutta la vita.
… E TIPI DI ANTIDOTI.

Tanti serpenti, tanti veleni e, manco a dirlo, tanti antidoti: esistono antidoti per tipo di veleno, per tipo di serpente che lo ha iniettato. Esistono antidoti ad ampio spettro o monospecifici (es.: quello “dedicato” al Boomslang). Esistono antidoti da somministrare una volta ed altri che richiedono dosaggi multipli. Tutti possono non essere economici.

Comune è, invece, la lunga procedura di realizzazione: Il veleno (la procedura è nota come milking) è estratto dal serpente per il quale si procederà alla realizzazione dell’antidoto. Tale veleno, in seguito, viene iniettato (in dosi minimissime e crescenti nel tempo) in altri animali (i più gettonati sono i cavalli), che risultano, alla fine del trattamento, “iper-immunizzati”. Tale fase può richiedere sino a nove mesi.

Successivamente vengono “estratti” (con un intervallo di due mesi) 9/12 litri di sangue (quantità che NON sottopone a reali rischi l’involontario donatore, come detto spesse volte è un cavallo). Questo sangue contiene gli anticorpi e viene, quindi, centrifugato per rimuovere il siero e, da ultimo, “purificato” per ottenere il vero antidoto.

Sin qui … tutto bene e tutto, relativamente, facile.

Le complicazioni sorgono alla somministrazione. L’antidoto contiene proteine animali ed il suo uso può dare adito a reazioni allergiche anche molto forti – ciò avviene in circa il 40% dei pazienti – che possono arrivare sino allo shock anafilattico. Ragione per cui la somministrazione deve avere luogo a cura di personale medico specializzato ed in ambiente controllato. La somministrazione senza precauzioni/cognizioni specifiche va evitata assolutamente: può trasformarsi in un … definitivo “aiuto per la discesa”.

La regola fondamentale, in simili situazioni, è la celerità di intervento ne discende che il risultato primo è una corsa contro il tempo cui spero di non dover mai partecipare.

In presenza di un morso tutti i luoghi comuni più conosciuti NON servono a nulla e sono, in alcuni casi, forieri di ulteriori complicazioni, anche serie.

La prassi da seguire è semplice, quasi banale: immobilizzare il “malconcio”, tenerlo calmo e precipitarsi in ospedale. Per proteggere la ferita esistono bendaggi specifici che, in caso, si possono applicare. Può essere necessario “ventilare” il paziente, anche a lungo, in una condizione non facile come su una vettura in corsa, possibilmente su fondo sconnesso.

Comunque arrivare in ospedale in fretta è la miglior medicina possibile perché in queste zone il personale medico riconosce a colpo d’occhio chi sia il colpevole.

Bene, quindi. Ma allora dov’è il problema? Banalmente l’ospedale/il pronto soccorso potrebbe NON avere, specie in zone molto remote, l’antidoto a disposizione! Ed è successo …

Venefici saluti.
Francesco

 
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Ciao,

Però prima di finire un pò, almeno, devo "tirarmela"! :emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6.

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BENE! Ho finito di tediarvi ... :104:.

Diplomati saluti.
Francesco.

PS: il 26 gennaio, se il programma sarà rispettato, si torna in campo: "Boot-Camp". Ricerca in terreno aperto.
 
Ciao,

All'inizio chiamai questo thread "Laggiù nel paese dei ciclidi" poi, per tutta una lunga serie di motivi, sto parlando di tutto (o quasi) invece che di ciclidi: la difficoltà (continuano a sconsigliarmelo) di andare in campo, le acque "extra-tenere" (pH 6.0 al rubinetto!!!) che cossano abbastanza con i pesci che preferisco, quache esperienza sfortunata (ho perso - otto su otto!!! - gli Steatocrenus casuarius che avevo cercato in lungo ed in largo), qualche bega di salute di Stefania ... ed eccoci qui!

Questi due sono - mio ennesimo acquisto emozionale ed "inutile" che non mi porterà da nessuna parte ... - gli ultimi arrivati, se soltanto si facessero vedere di più!!! ... ... ...:emoticon-arrabbiate-08:emoticon-arrabbiate-08:emoticon-arrabbiate-08.

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Più in generale registro una ossessiva timidezza di molti dei soggetti che allevo in questo periodo: gli Ctenipoma (tre, in vasca dedicata) sono monitorati con una telecamera nascosta (con cui mi accerto che siano vivi). Nella precedente vasca (poi "esplosa") gli Cteno erano uno spettacolo: sempre attivi, sempre in cerca con le loro movenze eleganti, sempre ...

Questi ultimi due (OK, sono qui da pochi giorni) se ne stanno sempre infrascati ed escono solo, dopo infinite moine, per mangiare.

Che pal ... pebre!!! ... MA PERCHE'?!?!? :emoticon-arrabbiate-08:emoticon-arrabbiate-08:emoticon-arrabbiate-08

Ittio-criptici saluti.
Francesco
 
Se ti può consolare, ho preso da Gianni un Protomelas taeniolatus Namalenje che ha impiegato una settimana buona a metter su il coraggio per farsi vedere e tre per cominciare a mangiare decentemente.
 
Ciao,

Che dire? Passi (sono qui da tre/quattro giorni) per i nuovi arrivati, ma gli altri (gli Cteno) sono con me da oltre un anno: sino alla rottura della vasca (che ormai risale ad oltre un mese fa) tutto a posto, dopo i tentennamenti iniziali.

Nelle nuove vasche (la prima e la seconda, entrambe dedicate a loro tre) una timidezza ossessiva, quasi paura. NON me ne faccio, eppure ci deve essere, una ragione!

Provare con "qualcosa" che gli nuota sopra?!?!?!

Francesco.
 
Ciao,

Entrare a Mamelodi. Già, ma ... cos'è Mamelodi?!?!?!
Mamelodi è una delle ferite aperte del Sud Africa.



Mamelodi è una township a nord-est di Pretoria, in Sud Africa. Venne istituita, dall'allora governo dell’apartheid, nel 1953.

In Sudafrica, ancora oggi, il termine township fa riferimento ad aree urbane sottosviluppate e razzialmente segregate. In particolare negli anni dell’apartheid erano destinate ad ospitare i “non bianchi”, da leggersi come africani neri, coloured e indiani (questi ultimi, oggi, sono qui presenti in numeri elevati, secondo alcune stime oggi sono, l’etnia più presente a Durban). Le township erano solitamente costruite in zone periferiche, di scarso/infimo valore.


Mamelodi è una township ed è problematica. Lo stato di “dimenticanza” in cui viene tenuta, anche attualmente, non fa che acuire i problemi: tassi di disoccupazione (specie giovanile) molto elevati, largo uso di droghe, malattie, violenza, povertà diffusa. La carenza di alloggi porta, come conseguenza, al crearsi di insediamenti “informali”. Periodicamente vengono esperiti tentativi di controllare tale fenomeno. I risultati sono modesti e la crescita continua, incontrollata ed incontrollabile.

A Mamelodi – suo luogo di nascita - sorge il monumento (e ne vengono custodite le spoglie) dedicato a Solomon Kalushi Mahlangu, a suo tempo membro dell’African National Congress (ANC e, al suo interno, di uMkhonto weSizwe, più noto come MK, ovvero l'ala paramilitare del movimento anti-apartheid). Fu processato, in realtà i fatti non furono mai chiariti completamente anche durante la revisione postuma del processo che ebbe luogo in epoca post-apartheid, per il suo ruolo nell'omicidio di due persone, e condannato alla pena capitale. Fu impiccato, come previsto dalle leggi dell’epoca, nel 1979, aveva 23 anni.

Per un bianco entrare a Mamelodi è sconsigliato. Ho avuto modo, però, di entrare brevemente a Mamelodi e non ho perso l’occasione di riprendere qualche immagine. Muovendomi al suo interno mi sono tenuto lontano dalle zone “calde” ed ho cercato di evitare il comportamento di chi va “allo zoo” e, al contrario, di osservare, pur per un lasso di tempo brevissimo, la realtà locale da una prospettiva scevra da preconcetti. Spero di essere riuscito.


Non credo che tornerò a Mamelodi.

Francesco
 
Ciao,

L'Africa è - da sempre - terra di stregoni e di stregonerie (wizard, sorcier, doctor witch, guerisseur e chi più ne ha, più ne metta ...). In questo mix fatto di cialtroneria, ignoranza, arcane credenze e, alle, volte anche sincretismo religioso in differenti "coniugazioni" un posto di rilievo spetta - manco a dirlo - ai serpenti.

Una mia conoscente ha disposto tutto attorno al muro di cinta della sua proprietà dei feticci che mostrano parti di serpente. Tali manufatti, a suo dire preparati ad un "uomo della medicina" locale, hanno la funzione di tenere lontano i curiosi/malintenzionati/rompiscatole e postulanti vari.

Ho avuto - per strano che possa sembrare - modo di vedere che funziona! Arrivati a qualche metro dal cancello si fermano, attraversano la strada, passano oltre e infine ... ritornano sul lato della strada su cui stavano, prima, camminando. Il personale del camion della nettezza urbana ha richiesto che quanto da prelevare sia lasciato sul lato opposto del cancello di ingresso/muro di cinta.

Suggestione? Creduloneria? Superstizione? Scaramanzia? Magia nera? ... Non saprei (il grande Eduardo disse, più o meno: essere superstiziosi è da ignoranti, non esserlo ... porta male): nel dubbio ... :104: .

Persino un banale adesivo (applicato sul portellone dell'auto, come mi è stato suggerito) può essere un deterrente.

Snake in transit.jpg

Sticker su vettura2.jpg

NON ho usato l'adesivo che parla di "venomous snakes" ad evitare possibili crisi di panico ... :emoticons-allegre-6.

NON so se un simile, pur vistoso, adesivo servirà a far passare, ove venisse a qualcuno, la voglia di curiosare. Ma, di nuovo, nel dubbio ... :104: .

Francesco
 
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Ciao,

Gli scorpioni - OK, non è una novita assoluta, però ... :104: - si mostrano così quando esposti alla luce di Wood.

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COOL!!! ... quindi ho deciso di acquisire una nuova "arma" con cui andare a cercare guai :68::69::70::71::72::73:in campo.

Una Nuova Arma.jpg

Una lampada UV, specifica per questo tipo di ricerca: è leggera, piccola, con una "raggio di tiro" tale da evitare incontri troppo ravvicinati (5 metri sono una distanza di sicurezza sufficiente per osservare animali lenti ed usi cacciare all'agguato). Unica precauzione NON guardare mai direttamente la luce stessa, i raggi UV danneggiano la vista.

Passeremo Natale al Kruger, prima di scendere verso il Capo ... :100, Spero di farne buon uso!

Artropodeschi e venefici (gli scorpioni, appunto, sono ... artropodi velenosi) saluti.
Francesco
 
Ciao,

Per cominciare ... BUON ANNO A TUTTI!!! Poi ...

I miei nonni erano soliti ripetere che l'Epifania (domani, in realtà): "tutte le feste si porta via". L'Epifania si è invece portata via (rientrati ieri) il nostro viaggio di fine anno: Blyde River Canyon, Kruger Park, Cape Town (ed aree circostanti). In attesa di mettere in 0rdine il copioso materiale (quasi 1.000 foto) raccolto voglio raccontare l'ultimo evento dell'anno appena trascorso: Reptile Expo 2024.

Sembra proprio che i serpenti possano essere la mia (vedi corsi presso l'African Snakebite Institute) nuova frontiera!

Ho visitato – mentre il mio corso di “snake handling” è in attesa di ripresa - il “Reptile Expo 2024”: ho visto un grande afflusso di gente (con annesse problematiche da sovraffollamento e parcheggio e pessima gestione dei medesimi), un’offerta abbastanza monocorde in merito ai serpenti: schiacciante presenza di “Ball Python” (Python regius) in tutte le forme, colori, dimensioni. Di tale rettile esistono, secondo quanto appreso, ben 6.500 (BUM!!!) varianti di colore. Gi addetti ai lavori amano chiamarle - ma non solo gli erpetologi hanno tale vezzo! - “colour morph”.

C’era qualche “Corn Snake” (Elaphe guttata) e poco altro. Spiccava qui e la qualcuno che offriva serpenti velenosi (uno era di sicuro un Boiga nigriceps, gli altri non saprei).

NON so se tutti i colour morph di “Ball Python” fossero (mi pare improbabile) presenti ma ce ne erano tanti (davvero coloratissimi e con prezzi che andavano anche a cifre significative, molto significative), ciascuno era “incapsulato” in una piccola teca da esposizione. Sembrava essere al supermercato. Alcuni espositori facevano presente trattarsi di alloggi “pro tempore” a solo scopo espositivo.


La legislazione sud-africana proibisce la detenzione in cattività di qualsiasi animale autoctono per il resto è una sorta di enorme “no man land”, con conseguenze paradossali: non è possibile allevare un semplice geco/scinco locale ma, al contrario, nessuno obietta alla detenzione di un crotalo e similia!
Per inciso ho appreso, al corso appena frequentato, che gli ospedali locali NON detengono, come regola, antidoti per veleni di animali (quali che siano) alloctoni. Nel caso del crotalo ma non solo (e del possibile, nonostante tutte le attenzioni, morso) ci si può trovare a doversi affidare … alla buona sorte.



Erano presenti molti camaleonti per la più parte Veiled Chameleon (Chamaleo calyptratus), evidente traccia di riproduzioni di successo: c’era una marea di soggetti piccoli e piccolissimi in disponibilità.

Non mancavano (sembra essere un’altra delle “insani” passioni locali) ragni e scorpioni. Per questi ultimi utilizzando il noto, maccheronico, rapporto dimensioni chele/dimensioni coda NON mi sembra di avere visto specie pericolose. Ma non mi sento di escludere che sotto-sotto …

L’offerta di attrezzature: teche (in differenti materiali, fogge e dimensioni), riscaldatori ed altri elementi tecnici, arredi, cibo vivo/surgelato di tutti i tipi era altissima e si spingeva, in alcuni casi, sino all’offerta di pantegane surgelate!!!

Come contraltare a tutto ciò c’era/ho avuto l’impressione, opinabilmente gradevole, di stare partecipando ad una sorta di “Sagra della Salciccia”: tanti i personaggi più o meno coreografici, tatuaggi di ogni sorta mostrati indifferentemente da uomini e donne, qualche bellezza intenta a trastullarsi con un serpente, birra in (eccessiva, come sempre da queste parti) abbondanza, musica “sparata” (per fortuna i serpenti sono, geneticamente, sordi) al punto da avere difficoltà a scambiare qualche parola ed assumere informazioni. Ho raccolto, con l’intenzione di porre, in seguito, qualche domanda, ho rccolto alcuni biglietti da visita. NON so se li utilizzerò mai …

Per finire qualche foto:
01 - Il roboante nome della location del Reptile Expo 2024,
02 - Chamaleo calyptratus (gli addetti ai lavori sovente lo chiamano "Calippo"),
03/04 - Ball Python in mostra,
05/06/07 - Differenti colour morph in vendita (i prezzi di molti di loro erano nella fascia € 60/100
08 - Bello (opinione personale), teoricamente innocuo (vedere il rapporto chele/coda) ma non sono stato in grado di identificarlo,
09 - Voglio - al costo di € 350 - una vita spericolata (cit).

01.jpg 02.jpg 03.jpg 04.jpg 05.jpg 06.jpg 07.jpg 08.jpg 09 Boiga nigriceps a DX.jpg

Per chi fosse interessato alla "produzione" dei differenti colour morph: https://tinyurl.com/Ball-Python.

Ultimo, ma non ultima, sto considerando la possibilità di allevare uno di tali coloratissimi "vermicelli".

A risentirci e, anche questa volta ... ... ... erpetologici saluti.
Francesco
 
I pitoni palla sono la passione di mia figlia. Credo che saranno la prima cosa che si metterà in casa quando potrà. Buon anno anche a te e a Stefania!
 
Ciao,

Mi piacciono, ma almeno qui saranno una, eventuale, passione "pro-tempore": se/quando lascerò il Sud Africa dovrò affidarlo a qualcuno. Questo è il primo passo da affrontare, avere la certezza di "dove" lasciarlo. NON posso permettermi di buttarlo nel c*sso, inoltre (ammesso di volerlo fare) non credo sia in grado di affrontare un potenziale rilascio in natura. A Silver Lakes le manguste sono di casa: tra loro ed i serpenti non corre, notoriamente, buon sangue ed un soggetto nato in cattività (e meno ... scafato) potrebbe avere "difficoltà" maggiori rispetto ad un selvatico.

Mi piacciono, come detto, ma una persona conosciuta qui (e che ha allevato, e alle volte riprodotto, tutto il "velenoso" possibile) mi ha guardato con un'aria interdetta. Credo gli riesca incredibile pensare che qualcuno possa dedicare del tempo ad un bestia così ... banale.

Devo dire che avendo visitato la sua "snake-room" ( anzi, visto che sono più di una, direi Snake-roomS) in parte posso capire.

Ha una intera stanza dedicata ai grossi costrittori (boa e pitoni in primis), ospita un grosso crotalo ed un, parimenti esagerato, cobra, è presente una discreta rappresentanza di ragni (bleah!!!), più varie ed eventuali: un paio di Pogona vitticeps (il c.d. Drago Barbuto), una coppia "mista" (uno dei due è albino) di Corn Snakes (Elaphe guttata, che ora dovrebbe essere stata riclassificata come Pantherophis guttatus). NON mancano un paio di scorpioni ... e mi ha detto di aver "fatto pulizia" in attesa di decidere quali nuove specie allevare

Una "Stanza degli Orrori" mica male!!! :emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6:emoticons-allegre-6

Incredibile, da ultimo, la zona dedicata alla produzione del "vivo" (sostanzialmente topi): un'altra, intera, stanza in cui la produzione va dai "pinkie" sino a taglie ragguardevoli. Del resto con un simile esercito di "canniBBBBali" da sfamare.

Erpetologici saluti.
Francesco
 
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Ciao,

QUANDO IL LEONE TI PARLA:

Johannes (in foto, di spalle, mentre "cerca") è un "Tracker", ovvero è un cercatore di tracce. Un tracker è un profondo conoscitore del bush che ha, tra l'altro, il compito di cercare, all'occorrenza entrando nella macchia, le tracce degli animali.

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Vi entra a piedi ed a mani nude/disarmato. È forte della sua conoscenza del terreno, dell'ambiente circostante, del comportamento dei big five e ultimo ma non ultimo, del suo coraggio.

Conta anche, fattore non meno importante, sul fattivo contributo di Richie (sotto), il suo, giovane, co-équiper che lo porterà nel punto che, insieme, reputeranno il migliore per l'avvicinamento finale.

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Infine il gioco avrà inizio ...

Quello che segue è uno spezzone, un pò sconclusionato, di una nostra (ben più lunga) conversazione.

... il bufalo (qui fa riferimento a due di loro, grossi e seminascosti nella macchia, visti al mattino) è infido, mi dice: si nasconde, ti osserva in silenzio, e carica all'improvviso.

Ricordo, molti anni fa, di aver dovuto sostituire una gomma bucata fermo del mezzo di un numeroso branco. Eravamo, credo, in Tanzania o forse in Kenya. Stefania era, relativamente, al sicuro in macchina, la guida ed io sul terreno ad armeggiare. Finita la sostituzione e ripartiti che fummo mi sentii meglio. Assai.

Il leone invece è diverso: il leone ti parla. Il leone è leale.

Quando - è sempre Johannes che parla - entro nel bush cerco le sue tracce e le seguo piano aspettando di vederlo. Aspetto un suo segno, di solito un cupo brontolio.

A quel punto mi fermo e aspetto. Se il brontolio si ripete arretro lentamente senza perderlo di vista (e senza guardarlo fisso negli occhi: sarebbe – come già spiegatomi a suo tempo - un gesto di sfida) e mi porto in zona di sicurezza. Torno al gruppo, so dov'è. Se dopo il suo vocalizzo continuassi ad avanzare sarebbe sfida aperta, con tutte le conseguenze del caso.

Concludendo mi ha ripetuto il concetto: il leone ti parla, sta a te saperlo ascoltare.

Più tardi, a piedi e nel mezzo del nulla, ho incontrato un altro tracker: camminava piano, con lo sguardo attento rivolto a terra e, con l'ausilio di un lungo bastone sottile, spostava la vegetazione bassa ed i rami caduti a terra. Cercava le tracce ... sapeva che il leone, al momento opportuno, gli avrebbe parlato.

Capacità vera? Capacità presunta? Presunzione? Verità? Bugia? Leggenda? Mia "creduloneria"? Chiacchiere? Poteri sciamanici? Uso di ... "sostanze"? Altro ancora?

NON lo so, ma io ho conosciuto Johannes e parlato con lui, so che. Johannes non mi ha detto bugie.

Francesco.
 
Ciao,

Ed ecco il frutto del lavoro di Johannes. I leoni non parlano/non brontolano a bocca piena ... quindi Johannes ci ha portato vicino come non mai. Guardando lui ed il leone sembrava di assistere ad un colloquio muto tra vecchi amici.

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Notare come la preda già sia stata, completamente, eviscerata prima di passare ad altri bocconi. Come mi era, già, stato spiegato gli intestini sono la parte più nutriente e vengono, quindi, mangiati per primi.
Notare anche, ultima foto in specie, il numero di mosche che si aggirano sopra/intorno alla carcassa.

Leonini saluti.
Francesco
 
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Guida Ciclidi


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Anteprima bollettini


Numero 1/2026

• Guida tassonomica al genere Pelvicachromis di Giorgio Nicolosi
• Perché i ciclidi del Malawi sono così colorati? di Livio Leoni
• Diamoci da fare! Reportage da EUAC di Flavio Gagliardi


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