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Laggiù nel Paese dei Ciclidi ...

Ciao,

Brevissimo excursus conclusivo dedicato a quelli, come me, appassionati di treni e ferrovie.

Cosi, a profondità che arrivano fino a 700 metri, si lavora(va?) alla miniera diamantifera di Cullinan ...

NON so nulla di più, perché non sono riuscito a trovare un interlocutore che, ad una mia domanda in merito, non avesse la faccia di colui che scende dalla ... Montagna del Sapone.

L'unica cosa che si nota - risulta evidente anche in foto - è lo scartamento ridottissimo. Inoltre, ultima foto, si nota come non si trasportassero (entrando) caramelle per poi uscirne (sperabilmente indenni) trasportando "pietre scintillanti".

Saluti ferroviari
Francesco

02.jpg 05.jpg 08.jpg 18.jpg 18.jpg
 
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Ciao,

There's a new kid in town (cit.) ...

... anzi per la precisione in giardino. In foto è, appena messo in vaso, un giovane Pachypodium lamerei (genere di piante che amo moltissimo).

Ma i ragazzini alle volte, si sa, sono ... "pestiferi"!!! E ti pizzicato (pungono) le dita, e ...

1) Dito indolenzito che inizia a gonfiarsi
2) Pomata antibiotica
3) Fasciatura
4) Tutore [è indolenzito e fa male], ad evitare movimenti ed urti accidentali.

Anni addietro un dignora inglese fini in ospedale (un settimana di antibiotici ed antistaminici) per shock anafilatattico! È, però, l'unico caso di cui sono a conoscenza. So far, so good!

Botanici, veleniferi, saluti.
Francesco.

.P. lamerei, S_Shot.jpg P. lamerei, dito1.jpg P. lamerei, dito2.jpg P. lamerei, dito3.jpg P. lamerei, dito4.jpg
 
Ciao,

Non è velenosa come lo intendiamo noi ma, diciamo così, è "tossica" anche se il vero nemico è il lattice, interno, che la pianta produce ...

Niente a che vedere con le euphorbia del Damaland (Namibia).

Con questa (e suoi simili) non ci sono evidenze concrete (uno shock anafilattico può capitare per le più svariate ragioni) di guai seri, nell'altro caso le evidenze abbondano ... più di una volta è finita male.

Francesco
 
Ciao,

Hanami non è un evento (naturale) africano ma giapponese che ho conosciuto, ed imparato ad apprendere, nei lunghi anni in cui ho lavorato in ambiente giapponese.

È, in Giappone, un evento di tale importanza da essere seguito, nei dettagli, dal locare notiziario meteorologico: tra le fioriture nel sud del paese è quelle del nord (quasi all’altezza della Siberia) può intercorre un lasso di tempo molto lungo nessun giapponese vuol perdere un Hanami. Ho sempre sperato di poterlo vedere dal vivo ma il virus che ha flagellato (e sta ancora flagellando il mondo) ha “abbattuto” le mie speranze (eravamo in partenza da Hanoi) a 48 ore dalla partenza.

Hanami (letteralmente “Guardare i Fiori”, Hana" che significa "fiori" e "mi" "guardare") è il momento della fioritura dei Sakura (i ciliegi giapponesi, Prunus subgenus cerasus) e segna, tradizionalmente l’inizio della primavera, è un evento con valenze profondissime nella cultura nipponica..

https://w-content.meteosuper.it/2023/03/Hanami-2023-1.jpg

A Roma ci sono, per i romani sono attorno al Llaghetto dell’Eur, alcuni Sakura e la loro fioritura, anche se il numero delle piante è minimo, è sempre uno spettacolo notevole. Mai mi sarei aspettato di poter assistere ad Hanami in Africa! Ma è successo, per la precisione, all’Orto Botanico di Johannesburg. :104:

L’Orto Botanico di Joburg (come è confidenzialmente chiamata qui) in certi scorci, i romani mi capiranno meglio, ricorda Villa Borghese ma in altri fa pensare – purtroppo – ad un nobile decaduto: la “non florida” situazione economica del paese fa si che la manutenzione sia ai minimi sindacali, inoltre la cronica carenza d’acqua che attanaglia il Sud Africa ha portato, oltre che alla riduzione massiva dell’irrigazione, alla chiusura del sistema di vasche, cascatelle e giochi d’acqua che lo attraversa, credo che lo spettacolo di, immaginabili, grosse, koi che nuota(va)no nelle acque della sezione giapponese possa essere stato notevole.

È stato scritto Sic transit gloria mundi …

Ciò non di meno, pur neon arrivando alla magnificenza delle fioriture giapponesi, ci sono belle piante in fiore, ed ho notato come molti fossero i visitatori orientali.

8.jpg

Saluti afro-giapponesi.
Francesco

Ma ora: spazio alle immagini.

1,2,3)
Due scorci dell’Orto Botanico, nella terza immagine si vede l’immensa sughera che fa bella mostra di se vicino all’ingresso (gratuito).
4,5,6,7) Sakura in fiore (e dettaglio del fiore degli stessi).


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Ciao,


Lui - come è stato battezzato dai locali - è Fuffy, nome in Italia lascia, magari, pensare al "cagnetto della vecchina" che abbaia stizzito a tutti e tutto mente cerca solo, in realtà di darsi coraggio …

Lui è un Duiker (Sylvicapra grimmi). Il nome comune (equivalente Afrikaans dell’inglese diver/subacqueo) nasce dal caratteristico, dicono, modo di “tuffarsi” nella vegetazione per nascondersi quando si sente minacciato/a. Come detto trovammo Fuffy (dopo una notte di bufera) conficcata nel cancello posteriore di casa, non ferita in modo particolarmente grave ma, lo stesso, impossibilitata a muoversi e ferma lì (incastrata malamente) in attesa degli eventi. Dopo averla liberata ero convinto che la storia fosse finita lì. Sbagliavo … un paio di giorni dopo è ricomparsa a brucare accanto al muretto del giardino. Infine un pomeriggio (tardo) la scorgo, attraverso le foglie di un albero del giardino nella porzione di prato (dall’erba più alta) del nostro dirimpettaio. Osservandola mi faccio l’idea che avesse, infine, posto li la sua tana.

Decido, quindi, di (tentare di) riprenderla piazzando una cam-trap che tenga sott’occhio il luogo (l’erba è, effettivamente, schiacciata come se qualcosa/qualcuno vi si sdrai ripetutamente) dove ritengo vada a rifugiarsi per la notte. La foto-trappola dispone di sensore agli infrarossi per cui non è da escludere la cattura di immagini notturne. Per motivi di buon vicinato parlotto, appunto, con la vicina e chiedo il permesso di installare. Siamo nella “zona comune” ma, almeno formalmente, è l'angolo di sua pertinenza.

Ottengo l’imprimatur e mi metto all’opera, Non ci vuole molto devo puntare la fotocamera, il più accuratamente che mi riesce, e fissarla all’albero con una cinghia. Semplice come fare colazione (cit.) …

In teoria, è tutto a posto, in pratica Fuffy sembra scomparsa!!! Dopo un po’ di giorni di attesa infruttuosa comincio a pensare che, mentre installavo, mi abbia “fiutato” ed abbia preso a considerare, al ritorno, il posto come “non più sicuro”. Mi sovviene come uno dei maggiori esperti del bush, con cui tempo addietro ebbi occasione di confrontarmi, mi spiegò come fosse solito strofinare i vestiti e le attrezzature con “materiale” (al caso anche escrementi) raccolto in zona di attività per rendersi non "olfattivamente identificabile". Sapevo (e so) che, per tale ragione, non vanno usati dopobarba, creme (e quanto di altro) che abbiano anche il minimo odore/profumo ma avevo (e ho) sottostimato il dettaglio ritenendo che visto il grado di “antropizzazione” di Fuffy non fosse richiesta una simile attenzione.

Ho sbagliato!!! Adesso, senza accostarmi più alla cam-trap (che in assenza di movimento resta – o dovrebbe restare -in stand-by senza “pesare” sulle batterie) sto aspettando anche se non so bene che cosa sto aspettando: che torni a fidarsi? Che il vento porti via il mio odore? Che … ? NON SO, ma ho imparato un’altra lezione.

Francesco

1) L'antilope incastrata,
3) Sbirciando fra i rami,
6) La "cuccia" di Fuffy,
7) La cam-trap,
8) In programmazione (definizione immagine, numero di scatti, durata videoclip, sound, infrarossi, etc.),
9) In posizione di attesa.


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7- Cam Trap.jpg 8 - Cam Trap.jpg 9 - Cam Trap.jpg
 
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Ciao,

Sono animali "geneticamente predisposti" a convivere con i predatori. Però a nessuno piace il ruolo del tacchino al pranzo di Natale ... quindi la cautela è d'obbligo.

Qui non ci sono predatori (ovviamente!) ma loro non lo sanno e quindi seguono le loro naturali regole comportamentali.

Etologici saluti.
Francesco
 
Ciao,

Emmerentia Dam è uno dei tanti bacini idrici (all’interno di Johannesburg, nello specifico) che, nati per raccogliere acqua piovana, sono diventati rifugio di uccelli acquatici (per la più parte locali, per fortuna) e pesci (tra i quali, al contrario, abbondano gli “introdotti”, in specie Clarias, Black Bass e Carpe). Anche sull’invasione vegetale (papiro in testa) è bene non soffermarsi troppo e godersi il posto che, nel suo insieme, è gradevole.

Sono andato ad Emmerentia Dam con un amico “cannista” ma con l’intesa che – una volta li – ciascuno per se … lui avrebbe messo in acqua le sue canne ed io i mie retini. NON è proprio come andare davvero in campo, ma (dopo mesi inconcludenti sotto questo punto di vista) piuttosto che nulla è meglio piuttosto. Il posto è gradevole ma non ha nulla di “selvaggio” e forse la sua migliore valvola di sfogo è l’essere posizionato alla base dell’Orto Botanico che, in certo qual modo, protegge uno dei lati lunghi dell’’invaso. Siamo stati nel week-end ma credo di poter immaginare che nelle giornate lavorative ci sia una bella gazzarra di traffico.

  • Emmerntia Dam in campo (relativamente) lungo,
  • L’oca egiziana (Alopochen aegyptiaca) frequenta in numeri elevati il lago.
  • Un accesso all’acqua abbastanza agevole (i migliori sono ovviamente già occupati, chi dorme non piglia pesci e noi siamo arriva a mattina, eufemisticamente, molto avanzata),
  • Cis ono grosse distese di ninfee, non saprei dire se in fase pre (o post) fioritura,
  • In mezzo a questo dedalo di giunchiglie, papiri e altre “erbacce” si vedono muovere i pesci che mi interesserebbe portare in acquario. Il mio primo interesse e Pseudocrenilabrus philander (localmente Dwarf Kurper) ma i commenti dei locali – cui ho mostrato le foto – sono molto dissimili in merito alla sua presenza: c’è/non c’è/forse c’è …
Francesco

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Ciao,

Vabbeh … ma alla fine cose è rimasto in carniere? Per il mio amico cannista, che però non mi è parso più interessato ad una giornata all’aria aperta che alla pesca, assolutamente nulla.
Per me poca roba in pratica tre (!!!) “vai a capire che sono”, in ragione della taglia ed un granchio nero (subito ribattezzato Macchia Nera), tutto qui. Poca roba ...

A) Macchia Nera subito dopo l’acchiappanza,
B) Prima di entrare in vasca,
C) Altra vista, stesso momento
D) Non ci ha messo molto a capire che la “prigionia” non necessariamente è un male. Mi aspetto, memore di precedenti esperienze, che in vasca faccia danni ... MOLTI DANNI!
E) Uno dei tre “vai a capire che sono”, subito dopo la raccolta
F) Una (modesta) immagine nella vasca in cui sono alloggiati
G) Un’altra (ancora non eccelsa) immagine che sottolinea la dimensione non indifferente, per un soggetto che arriva forse a 2 cm, della pinna anale.

Acquariofili - finalmente almeno un pò! - saluti.
Francesco

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Ciao,

Macchia nera è (dovrebbe essere) un Potamonautes ma non riesco ad andare oltre ... i più diffusi sembrerebbero essere il P. perlatus ed il P. sidneyi ma sono, rispettivamente, originari della zona del Capo e del KwaZulu-Natal. Quindi a meno che non si tratti di un "rilascio" in zona (siamo nel Gauteng) non sono, o non dovrebbero essere, loro.

Investigativi saluti.
Francesco.
 
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Cio,

Io amo i rinoceronti ... uno dei miei più grandi rimpianti, legato all'evolversi della pandemia degli anni scorsi, è stato il "non realizzarsi" della mia partecipazione ad una indagine in campo (Namibia) per verificare/certificare lo stato dei rinoceronti neri in quel paese. L'attività che avrebbe previsto il mio viaggio da Hanoi - dove allora vivevo - a Windhoek fu cassata e rinviata "sine die" ...

Già, i rinoceronti ... ricordo ancora l'emozione (triste) di aver incontrato l'ultimo/unico (!!!) rinoceronte presente (2018) in CdA, probabilmente un introdotto (con provenienza sudafricana, dove ci sono alcune farm che riproducono, industrialmente, a scopo di successivo rilascio in natura).

Leggere quanto riporto, riferito al Sud Africa ma non solo, mi ha rattristato non poco.

Conservazionistici saluti.
Francesco
 

Allegati

  • Rhino, all.pdf
    1,2 MB · Visite: 5
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Dati un po' vecchi, nel giornale Pachiderm puoi trovarne di più recenti:

E' interessante cosa stanno facendo nel tentativo di salvare la sottospecie di rinoceronte bianco del nord di cui rimangono solo 2 femmine (mamma e figlia), stanno creando degli embrioni con gli ovuli della femmina più giovane e sperma congelato. Ad oggi ne hanno creati una trentina che poi vorrebbero impiantare in femmine della sottospecie del sud.
 
Ciao Miles,

Più che probabile, ma quelli sono i dati disponibili qui. Il che la dice lunga sulla reale situazione!

Ad esempio esistono circostanziate perplessità sul numero di presenze (sia bianchi che neri) al Parco del Kruger. E non parliamo di +/- 100 esemplari.

Quanto ai "Rinoceronti del Nord" ... credo che la foto che segue non necessiti di molti commenti.

Northern White Rhino.jpg

Francesco
 
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Ciao,

Visto quanto sopra ciò che segue striderà, forse, un pò! Ma, essendo organizzato da tempo, tant'è, ...

Questo fine settimana sarà diverso: andremo al confine con il Botswana (ma resteremo da "questa" parte), nel posto più remoto che riesco ad immaginare dopo le "Game Reserve" della CdA: disponibilità di elettricità ondivaga, no internet, copertura cellulare a tratti (garantita a tratti dalla rete del vicino, appunto, Botswana). ENNE ore di Land Rover (110, "passo lungo", non uno dei SUV fighetti che vanno di moda anche qui, povere le mie ossa!!!) per arrivare ...

Andremo per un safari venatorio nel senso stretto del termine. Seguiremo un "Professional Hunter", abilitato dai competenti organi locali perché è importante fare le cose rispettando le regole. NON so bene cosa aspettarmi ma sarà, comunque, interessante.

Saluti esplorativi.
Francesco

PS: relazioneroVVi in seguito.
 
Ciao,

Eccoci di ritorno: un'esperienza in chiaro/scuro sicuramente fra le più faticose delle mie esperienze africane ma che, al tempo stesso, fti ornisce un punto di vista assolutamente diverso di quello dei Lodge extra lusso con Jacuzzi all'aperto, affacciata sul bush al tramonto, con cestello di champagne freddo accanto.

Forse, anzi senza forse, questa esperienza - per me nuova - è infinitamente più profonda.

Condividere la poca acqua delle borracce, seguire le tracce, maledire gli insetti che ti ronzano addosso, marciare silenziosamente sotto un sole criminale è pesante ma, se sai ascoltare, senti che la "Canzone del Bush" è, in simili condizioni, molto più vera.


PARTENZA, primo pomeriggio del venerdì:

  • Tragitto: Pretoria (Gauteng), Nord West State, Limpopo State (dove il fiume omonimo, segna il confine con il Botswana).
  • Viaggio: sino a Lephalale 5 ore complessive, su asfalto.
  • A seguire: Nangiyala Game Reserve, 60 km su pista sabbiosa. Alloggio molto basico.
  • Progetti di uccisione.
  • Scopro che volendo fare le cose legalmente, come abbiamo fatto noi:
  • Eland: $ 1.400.
  • Leopardo: $ 200.000!!! (SI ... AVETE LETTO BENE!!!)
  • Pace e silenzio accanto al fuoco.
  • Stelle lucentissime.
  • Richiami nel buio.
  • Notte di PESSIMO sonno, conclusa con caffè all'americana.
  • Andiamo nel bush ...
  • Abbiamo - gravissimo - dimenticato l'acqua (arriva coi "soccorsi" ed in seguito ci tornerà utile)!
  • Seguiamo le orme, sottovento. Marciamo in silenzio, in fila, indiana. Il caldo aumenta.
  • Le spine graffiano forte e stracciano i vestiti.
  • Un calcio al terreno alza la polvere e consente di verificare che la nostra posizione sia corretta rispetto al vento.
  • C'è sabbia ovunque. Tutto è brullo e secco. Non piove da un anno.
  • Marciamo ormai da tre ore. Ad eccezione di un breve avvistamento iniziale (fuori tiro) nulla e nessuno.
  • Sono andati (gli Eland cui puntiamo) lontano ci dice lo scout locale, muoviamo veloci in 4x4 per raggiungerli.
  • Li (in)seguiamo.
  • Continuiamo a (in)seguirli.
  • Scendiamo e - di nuovo marciando silenziosi - li accostiamo.
  • Infine: puntate, mirate ...
  • PAM!!! ... e fugge via in una scia di gocce di sangue.
  • Neppure l'uso di un calibro esagerato (375 magnum) è bastato per fermarlo!
  • In cerca.
  • In cerca.
  • In cerca ...
  • Dopo alcune altre ore di marcia sotto un sole criminale (e dopo aver percorso, io, 17 km) passo. Mio malgrado.
  • Restano sul campo, per proseguire la ricerca, il nostro amico Pietro e la guida locale (che marceranno sino a totalizzare Km 35).
  • sull'effettivo rinvenimento .... NON SONO OTTIMISTA!!!
  • È sera (buio): gnente da fà!!!

  • Domattina: cerca 2.0.
  • Passa la notte.

  • Dopo altri 23 Km di cerca ... ancora gnente da fà!!!
  • ed è ... GAME OVER!!! È domenica pomeriggio.

Adesso, come al solito, FOTO:
  • Lungo la strada, mentre cala il sole ma la meta è ancora lontana.
  • Le poche vetture che si incontrano vanno, immancabilmente e polverosamente, di premura.
  • Eccoci alla Game Reserve (qui sono note come fattorie): è notte. In Africa è caldamente sconsigliato muoversi in tali condizioni, e on solo per motivi legati alla magia nera.
  • I nostro alloggio è assolutamente basico, sotto la porta di ingresso potrebbe, agevolmente, passare un serpente di grosse dimensioni.
  • Il fuoco al campo è sacro, come è sacra la chiacchiera serale attorno allo stesso: birra ghiaccia se è caldo oppure caffè/the/liquore se è … meno caldo. Il fuoco al campo di Mlilwane (eSwatini) brucia ininterrottamente da 50 anni!
  • È ora - mattina seguente - di andare, il bush attende.
  • A noi l’Africa Korp ci scuce un baffo!!!
  • Un gigantesco termitaio che gli operosi insetti hanno, sagacemente, costruito all’ombra.
  • Le storie del bush molto spesso non hanno un “Happy End”.
  • Ed infine ... PAM!!!

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