• ATTENZIONE
    A seguito della migrazione dalla vecchia alla nuova piattaforma, se avete dei problemi di accesso, prima di fare dei nuovi account, inviate una email a segreteria@aiconline.it e risolvo il problema

200 litri Tanganica

Niko96

Utente
Buongiorno,
Vorrei realizzare questa primavera il mio primo Tanganica. In passato ho allevato guppy e platy e dopo tanti anni di stop ho deciso di riprendere questa passione.
Dimensioni acquario: 100x40x50h (200 litri)
Il principale problema è l'accoppiamento migliore. I pesci di questo lago che più mi hanno colpito sono i seguenti:
1) Neolamprologus leleupi
2) Altolamprologus compressiceps o calvus
3) Altolamprologus compressiceps sumbu shell.

La mia idea è quella partendo da un gruppetto di 5/6, di avere una coppia di leleupi + coppia di calvus.
Qualche consiglio?
 
Ciao Niko! Bene per il tuo progetto primaverile ... se riesci a creare un layaout con zone rocciose separate da sabbia riuscirai ad allevare un paio di specie . I N. leleupi sono molto territoriali nel periodo riproduttivo , mentre il complesso Altolamprologus sono molto più calmi. Per il punto tre dovresti reperire diversi gusci di lumaca . Partire con un gruppetto avrai sicuramente possibilità di avere entrambi i sessi una volta raggiunta la maturità sessuale.
 
Quindi posso provare, partendo da un gruppetto, con una coppia di leleupi e una coppia di Al. calvus? Non avrei un acquario troppo vuoto?

La mia paura è che la vivacità/aggressività dei leleupi potrebbe intimidire ulteriormente o creare problemi ai Calvus.
Vorrei mantenere all’interno dell’acquario un equilibrio naturale sfruttando anche la predazione degli avannotti. Con queste due specie è possibile?

Oppure dovrei valutare di inserire solo una delle due specie tra leleupi e calvus con una di conchigliofili?

Sono in difficoltà nella scelta della popolazione i miei preferiti sono i leleupi e i calvus ma penso che in 200 litri siamo al limite. Mentre leggendo un po’ ho visto che l’accoppiamento conchigliofili+rocciofili è perfetta, ma i vari conchigliofili non mi attirano più di tanto.
Grazie
 
Ultima modifica:
I leleupi non sono particolarmente aggressivi interspecificamente. Non sono neanche particolarmente attivi, non come degli mbuna, tanto per intenderci. È importante che abbiano a disposizione numerosi nascondigli, anche relativamente piccoli.
 
D'accordissimo con Sergio. I leleupi, in vasca, quasi non guardano le altre specie. Ma l'aggressività intraspecifica è molto alta. Per garantire la sopravvivenza della femmina in un acquario di quelle dimensioni, ci devono essere molte tante, nascondigli e barriere visive. E non è detto che bastino... :unsure::unsure::unsure:
 
L'aggressività del maschio verso la femmina si ha anche quando si è formata la coppia?
Quindi in queste dimensioni per non rischiare delle stragi tra leleupi forse punterei più con l'accoppiamento coppia di Al. calvus + una specie di conchigliofili?
 
Ho allevato i leleupi in una vasca come la tua per anni senza incidenti. Secondo me è stato risolutivi l'allestimento: usando lastre di roccia sono riuscito a costruire un gran numero di tane e passaggi, anche stretti e quindi sufficienti a lasciare passare la femmina, ma non il maschio. Mai avuto una pinna sfrangiata.
 
Grande Sergio! Ottima idea la tua! Da me, in una vasca da 2,2 metri, piena di rocce, continuo ad assistere a inseguimenti tra leleupi, tipo film di azione americano!!! :104:
 
Quindi valutando attentamente sto per escludere l'accoppiamento tra leleupi e calvus.
Considerando le dimensioni dell'acquario mi orienterei più su rocciofili+conchigliofili, quindi calvus o leleupi (quello che trovo in vendita) + conchigliofili (da vedere quali inserire)

Il progetto finale è di avere un acquario come questo con delle rocce anche nella parte centrale inferiore.
Lake-Tanganyika-South-of-Zongwe-1-1024x384.jpg
 
Da me i leleupi predavano allegramente i piccoli dei multifasciatus: penso che adesso li abbinerei a conchigliofili più decisi, tipo ocellatus.
 
Ho deciso di puntare sui calvus, se disponibili. Che conchigliofili potrei abbinare? cerco una specie più "tranquilla" per non creare problemi ai calvus e che a livello riproduttivo non mi invadano l'acquario di nuovi nati (cercando anche di sfruttare la predazione dei calvus).
 
Secondo me puoi osare anche qualcosa di carattere, come Lamprologus ocellatus.
Tieni presente che similis e multi sono coloniali, gli altri no.
 
Secondo me puoi osare anche qualcosa di carattere, come Lamprologus ocellatus.
Tieni presente che similis e multi sono coloniali, gli altri no.
Gli ocellatus a livello riproduttivo rispetto ai coloniali sono più “limitati”? Vorrei evitare di avere un invasione di nuovi nati.
Il carattere più deciso potrebbe creare problemi ai calvus rendendoli ancor più timidi e limitando la loro capacità di predazione?
 
Mah, con calvus o altri Lamprologus, Altolamprologus e Neolamprologus difficilmente vedrai qualche avannotto diventare altro che spuntino.
L'aggressività dei conchigliofili è spesso limitata a poche decine di cm dalle conchiglie, non ho mai visto un ocellatus o un brevis prendersela con un altro pesce inseguendolo in lungo e in largo come capita per altri ciclidi.
 
Consigli su marche e nomi di mangimi da utilizzare?
Ho trovate queste pietre bianche (preferivo un colore tendente al grigio/nero) secondo voi vanno bene? come devo posizionarle per creare più tane?
Foto 19-01-23, 17 38 45.jpgFoto 19-01-23, 17 38 38.jpg
 
Non hai trovato nulla di più naturale? Così squadrate non sono il massimo. Puoi provare ad accatastarle a partire da quelle più piccole negli angoli posteriori, cercando di ricavare tane e passaggi, possibilmente stretti e bui.
Come mangime, per Julidochromis e simili, uso JBL Tanganica e JBL spirulina, più un granulare per ciclidi del Rift della Vitalis.
 
Ultima modifica:

Guida Ciclidi


Nuova edizione Ordinala

Anteprima bollettini


Numero 3/2023
• Tropheops sp. ‘macrophthalmus chitimba’ Chitimba Bay Deep, un giallo alternativo di Mattia Picciolo
• Il Belgio e il cuore dell’Africa – una visita al MRAC, Musée Royal de l’Afrique centrale di Enea Parimbelli
• La micobatteriosi nei pesci d’acquario, un problema complesso. di Gianpiero Nieddu
Arretrati

Indietro
Alto